Niente più carcere per i gay in Malawi grazie a una moratoria?

La legge prevede il carcere per chi è accusato di omosessualità ma, a quanto sembra, il Governo ha deliberato di bloccare gli arresti fino a quando le norme anti-gay non saranno riviste dal Parlamento.

Il governo del Malawi, stato dell'Africa Orientale, ha stabilito che non si effettuino più arresti di persone accusate di avere relazioni intime con persone dello stesso sesso.

Nonostante la minoranza musulmana faccia pressione perché il Codice Penale preveda pene più severe per l’omosessualità, alcuni mesi fa il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU ha raccomandato una moratoria e un dibattito sulla costituzionalità delle legge antigay, dibattito a cui hanno preso parte organismi governativi, gruppi religiosi e le principali organizzazioni civili del paese. Ora in risposta alle domande dell’ONU sullo stato delle deliberazioni, Janet Chikaya-Banda, ministra della Giustizia del Malawi, ha detto che una revisione giuridica dell’argomento al momento è ferma per via di mancanza di fondi, anche se c’è la volontà politica di affrontarlo.

A oggi, la legge del Malawi punisce le pratiche omosessuali tra uomini con pene fino a quattordici anni di carcere; la detenzione è di cinque anni se si tratta di lesbiche. La legge, come dicevamo, è al centro di un dibattito costituzionale, dal momento che molti attivisti che lavorano per i diritti umani sostengono che sia violata la protezione dei cittadini, come prevista dalla Costituzione, protezione che va garantita indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla tribù o dalla religione.

Il MalawiA novembre 2012 l’allora ministro della giustizia del Malawi, Ralph Kasambara, dichiarò una moratoria sulle detenzioni e sui processi, ma in seguito lo stesso ministro negò di aver preso tale decisione, anche se ci sono fonti di stampa che affermano che il governo emise “una moratoria in cui ordinò alla polizia di non arrestare alcuna persona per atti omosessuali fino a quando le leggi antigay non saranno riviste dal Parlamento”. Anche l’allora presidente del Malawi, Joyce Banda, si impegnò a depenalizzare l’omosessualità, ma poi rimangiò la promessa affermando che era il popolo che doveva decidere in merito.

Ora la ministra Janet Chikaya-Banda ha confermato la moratoria e ha dichiarato al contempo:

Il Malawi non ha stabilito un sistema per controllare specificatamente i casi di violenza basati sull’orientamento sessuale né ha lanciato campagne di sensibilizzazione in merito. Tutti i casi di violenza sono trattati allo stesso modo, indipendentemente dalla causa, vera o supposta, alla base della violenza stessa.

In ogni caso, indipendentemente da quello che dice la legge, l’omofobia è molto radicata nella società del Malawi.

Via | Nyasa Times

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