Il lato omosessuale dei personaggi di Charles Dickens

Nei libri di Dickens c’è tutto un sottotesto di amori queer che non potevano essere raccontati ai suoi tempi?

Pip, il protagonista di Grandi speranze, e il suo amico Herbert dovevano essere un po' omosessuali. Lo sostiene la dottoressa Holly Furneaux della Leicester University, secondo cui, tra le innumerevoli corde sentimentali e psicologiche di molti personaggi dickensiani, ci sarebbe spesso anche un'omosessualità latente.

Se i personaggi del grande scrittore inglese s'innamoravano sovente della sorella dei loro migliori amici, era per sublimare impulsi omosessuali che l'epoca vittoriana non avrebbe mai consentito a Charles Dickens (1812-1870) di raccontare con chiarezza.

Quando in Grandi speranze Herbert accudisce Pip dopo una rissa, quest'ultimo dice: «Guardami» ed Herbert risponde: «Ti guardo, mio caro ragazzo». E ancora Pip: «Toccami», ed Herbert: «Ti tocco, mio caro ragazzo». Assistere un ferito, secondo la Furneaux, aveva pesanti sottotesti sessuali nell'epoca vittoriana.

Queer Charles Dickens

Nel Martin Chuzzlewit, una delle opere meno fortunate di Dickens a causa di un suo presunto (ma non veritiero) spirito anti-americano, John Westlock s'innamora di Ruth, la sorella del suo amico Tom Pinch. La dottoressa Furneaux, autrice di un libro intitolato Queer Dickens: Erotics, Families, Masculinities, ricorda che «ancora prima di incontrare Ruth, John pensa a quanto possa essere carina, e fantastica su questa bella copia di John».

Il dr. Vybarr Cregen-Reid, ricercatore di letteratura del XIX secolo alla Kent University, ha dichiarato che le ipotesi della Furneaux sono solo dei correttivi a precedenti studi in merito. Secondo queste analisi, i personaggi maschili di Dickens che finiscono per l'avvicinarsi troppo tra loro sono puntualmente puniti, e ciò nonostante precisi, in maniera un po' sibillina, che «il desiderio per lo stesso sesso e l'omosessualità [in Dickens] non sono la stessa cosa».

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