Paola Concia: "Berlusconi apre ai gay per una mossa mediatica? Non mi importa, conta il risultato"

L'ex deputata Pd parla delle ultima novità politiche e dell'apertura nei confronti del mondo Lgbt di Berlusconi & Co.

Era ovvio e prevedibile che l'apertura improvvisa di Silvio Berlusconi al mondo gay fosse uno degli argomenti caldi di questi giorni. E così, dopo i dubbi di Leo Gullotta e il plauso di Laura Boldrini, ecco il commento di Paola Concia che non si è definita particolarmente sorpresa per le parole dell'ex Premier:

"E io sono stata la meno sorpresa. Da sempre ho sostenuto le persone che, anche da destra, rivendicavano l’estensione dei diritti civili. Penso a Gianfranco Fini, a Mara Carfagna. E quando ho incontrato lo stesso Berlusconi, l’ho sempre invitato a cambiare atteggiamento. Perché questa è una battaglia che non è di destra o sinistra. In Germania i diritti degli omosessuali sono stati reclamati da tutto l’arco costituzionale"

Mossa mediatica? Strumentalizzazione? Alla Concia questo importa poco. Ciò che ha la priorità, in questo momento, è ottenere un cambiamento:

"Le dirò: non m’importa. In politica la strumentalità è uno sport diffuso, ma quel che conta è raggiungere il risultato, quindi ben venga la svolta qualunque sia il motivo che l’ha ispirata. Sicuramente Francesca Pascale crede sul serio in questa battaglia, lei non ne incassa alcun dividendo. E, in fondo, dopo il divorzio con Alfano in Forza Italia sono rimasti gli esponenti più liberali"

Infine, l'opinione su Papa Francesco. E Paola specifica che non ci sono state vere aperture da parte del Pontefice. Casomai, qualche passo indietro rispetto agli attacchi duri a cui eravamo abituati (citofonare Ratzinger?):

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"Lui non ha fatto aperture. Ha fatto dei passi indietro. La dottrina cattolica non può certo cambiare, ma lui si è messo in una posizione di ascolto, di rispetto, di accoglienza. Di certo il suo atteggiamento è stato di sprone per la politica, specie per Berlusconi. Ma la politica avrebbe dovuto muoversi già in anticipo. Se non lo ha fatto è perché temeva di perdere i voti delle gerarchie vaticane. Senza capire che c’è una bella differenza tra le gerarchie e i cattolici..."

Via | Il Tempo

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