Facebook, in Italia arriva la personalizzazione del genere: il social network suggerisce 58 opzioni

Su Facebook sarà possibile personalizzare il genere con ben 58 opzioni: ecco le novità

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Laddove non arriva la nostra politica omofoba e bigotta, arrivano i social network, questa volta Facebook, che nelle sue contraddizioni è riuscito a proporci qualcosa di utile ed estremamente avanti per un paese come il nostro: voi tutti sapete che il social network di Mark Zuckerberg ha qualche problemino con le censure - per dire, qualche volta mette al bando foto di baci gay, ma elimina e poi ripristina immediatamente pagine contro il mondo LGBT -; questo non vuol dire, però, che le ultimissime non siano apprezzabili. Anzi.

Vi spieghiamo subito quali sono gli ultimi cambiamenti, anche se qualcosa era già emerso tempo fa: da oggi su Facebook sarà possibile personalizzare il proprio genere e scegliere non solo tra uomo e donna ma anche una serie di personalizzazioni che fanno tutte capo alla voce "personalizzato": i nostri amici di Downloadblog ne segnalano circa 58 e - dobbiamo dirlo - in molti casi sono sorprendenti; Facebook, in effetti, pare fare molta attenzione non solo alla differenza di orientamento sessuale ma anche alla diversità sessuale in senso stretto.

Tra le categorie segnalate da Downloadblog, infatti, troviamo: "androgino", "bigender", "cisgender", "femminiello", "genere fluido", "intersessuale", "in esplorazione", oltre ai soliti "trans", "etero" e "omo". Certo, dubitiamo che qualcuno entri così tanto nel dettaglio per definire la propria identità, ma vista in un'altra ottica c'è soltanto da complimentarsi con l'idea di Mark Zuckerberg, che potrebbe anche aver agito per meglio indicizzare la pubblicità (inutile far finta di niente, e comunque non è certo una scelta criticabile).

Le reazioni alla personalizzazione


Vincenzo Branà, portavoce di Arcigay, si è detto soddisfattissimo:

"In ogni Paese la lista delle definizioni è stata personalizzata e i femminielli sono una tradizione italiana".

"È un'innovazione importante - commenta Flavio Romani, invece presidente di Arcigay - che permette a tante persone che non si riconoscevano nell'aut aut del maschile e del femminile di sentirsi incluse nel più grande social network mondiale. L'iniziativa ci dà l’occasione di riportare la questione dell’identità di genere nell’ambito delle scelte individuali ed autodeterminate, sgretolando quel binarismo uomo/donna che in molti casi è un vero e proprio muro che esclude chi, rispetto alla propria identità, non si adegua a quel modello. Non solo: scorrere una lista che comprende termini come cisgender o transgender vuol dire fare cultura, iniettare conoscenza in un ambito nel quale l’Italia fa ancora fatica ad aprire un dibattito serio".

"La chiave per comprendere il senso dell’iniziativa di Facebook - queste, le parole di Ottavia Voza, responsabile Arcigay per i diritti delle persone trans - è nel riferimento al genere, o meglio all’Identità di Genere. Le persone disporranno finalmente anche in Italia della possibilità di superare la gabbia del binarismo sessuale, e di definire la propria identità di genere individuandone una tra le tante selezionate oppure aggiungendone una da lui o lei formulata. Anche in Italia, così come in America è stata introdotta l’identità Two-Spirit, propria della cultura degli Indiani d’America, avremo la nostra identità 'territoriale': il genere 'femminiello', presente nella tradizione e nella cultura napoletana. Questa figura, che affonda le radici nella storia della città di Napoli [...] costituisce un fenomeno secondo alcuni in estinzione, secondo altri in forte modificazione, ma è ancora vivo nel tessuto sociale dei quartieri popolari, dove i femminielli hanno occupato da sempre un ruolo ben integrato e definito. Ancora oggi a Napoli esiste una associazione, la AFAN (Associazione Femminelle Antiche Napoletane) che raccoglie meteriale d’archivio e documentario sui femmimielli (o femminelle) di Napoli".

Laura Bononcini, responsabile delle relazioni istituzionali di Facebook, non è parsa meno entusiasta:

"Il lancio anche in Italia delle opzioni di genere personalizzate è un passo importante per consentire a tutte le persone che usano Facebook e non si identificano né con un uomo, né con una donna e che in questo modo possono esprimere la propria identità. La collaborazione con Arcigay è stata estremamente importante perché ci ha consentito di identificare le categorie più rilevanti per gli italiani".

Capito, Gasparri?

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