In ricordo di Jean Cocteau nell'anniversario della nascita

Impossibile passare sotto silenzio l'anniversario della nascita di uno dei grandi miti della cultura del novecento come Jean Cocteau.

Domani 5 luglio cade per gli amanti dei libri e della letteratura un anniversario speciale, la nascita di Jean Cocteau. Figura centrale e poliedrica non solo della cultura francese, ma di quella mondiale che non conosce angusti confini nazionali, ma parla la lingua franca che accomuna su tutti i cinque continenti le anime.

Amico di Picasso e Modigliani ed ammirato da Marcel Proust che gli scrisse, sottolineando la propria invidia per quella sua capacità di cogliere e descrivere magnificamente Parigi, Jean Cocteau sperimentò il suo estro in più campi, transitando senza apparenti sforzi dalla poesia al romanzo, dal cinema al teatro. "I ragazzi terribili", "La voce umana", "La bella e la bestia", tutte opere che, pur appartenendo a generi diversi, hanno resistito l'aggressione del tempo, sconfitto il capriccio delle mode, vinto le incertezze delle nuove leve.

Jean Cocteau, 1929

A distanza di così ormai tanti anni, Cocteau rimane, professionalmente parlando, uno di quei grandi miti del Novecento, mentre la sua vicenda umana, i suoi amori, prima per Rayomond Radiguet (finito con la morte di quest'ultimo nel 1923), poi per l'attore Jean Marais, iniziato negli anni trenta e durato fino alla scomparsa dello stesso Cocteau, parla al cuore di noi tutti.

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