Festa della Famiglia Naturale istituita, così Roberto Maroni dice "no" agli omosessuali

Ieri Maurizio Gasparri. Oggi Roberto Maroni: proliferano episodi e dichiarazioni omofobe tra le fila del Centrodestra

matrimoni gay maroni

Le civil partnership di Matteo Renzi hanno iniziato ad agitare gli animi: se solo ieri Maurizio Gasparri smentiva le parole di Silvio Berlusconi, oggi è Roberto Maroni a far parlare di sé, assieme alla sua giunta ovviamente, istituendo la Festa della famiglia naturale e prendendo così le distanze da quello che avrebbe dovuto essere un suo alleato (e che lo sarà ancora, visto che Berlusconi è solito rilasciare dichiarazioni sconvolgenti, salvo poi smentirsi da solo, e la vicenda IMU prima del voto dovrebbe togliervi qualsiasi dubbio, qualora lo aveste ancora). Manca soltanto il giorno e ancora una volta la catto-omofobia avrà preso il sopravvento.

Partiamo da queste dichiarazioni:

"Il governo regionale della Lombardia esprime la propria opposizione a qualunque tentativo di introdurre nell’ordinamento giuridico disposizioni normative tali da alterare la stessa struttura della famiglia, comprimere i diritti dei genitori all’educazione dei propri figli, ignorare l’interesse superiore dei minori a vivere, crescere e svilupparsi all’interno di una famiglia naturale".

Le solite dichiarazioni, insomma, che a tratti ancora ci sconvolgono: ma la giunta di Roberto Maroni sa, per caso, che gli omosessuali versano le tasse anche nella regione Lombardia e che lo stato, operante non solo a livello nazionale ma anche a livello locale, deve rappresentare tutti e non solo una determinata parte della popolazione? Non riusciamo più a indignarci, perché ormai ci siamo abituati; qualsiasi cittadino di uno stato avanzato, però, lo farebbe, visto che ormai quasi tutta Europa ha provveduto a regolamentare le coppie di fatto.

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La reazione dell'opposizione


Fortunatamente l'approvazione della mozione per l'istituzione di questa festa è stata osteggiata dall'opposizione, che ha lasciato l'aula senza perdersi in chiacchiere che non avrebbero cambiato assolutamente nulla:

"Abbiamo deciso di uscire al momento del voto per la palese strumentalità e volgarità della discussione in aula - queste, le parole del consigliere Pd Marco Carra -. Il tema della famiglia meriterebbe una trattazione più seria di quanto non sia avvenuto in aula. Occorrerebbe parlare delle politiche per le famiglie, che si fanno carico dei bambini e degli anziani e hanno bisogno di essere aiutate. La mozione, invece, vuole individuare una data per celebrare la festa della famiglia naturale, e peraltro una festa della famiglia già c'è, ma non è chiaro cosa intenda esattamente la maggioranza con tale definizione".


La reazione di Arcigay


Ci piace concludere, però, con le dichiarazioni di Flavio Romani, presidente di Arcigay:

"Mentre Berlusconi indossa la maschera del liberale ecco che i suoi sodali infieriscono su chi già quotidianamente è discriminato".

E siamo ancora a luglio: non osiamo immaginare cosa succederà a settembre, quando inizieranno le discussioni in Parlamento.

Via | Milano Today

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