Susan Sontag: la donna, l'intellettuale e il mito

Susan Sontag: la donna, l'intellettuale ed il mito

Susan Sontag incarnò talmente tante cose che diventa difficile persino aprire questo post. Scrittrice, raffinatissima saggista ed icona per più generazioni, la vita della Sontag, dalla nascita a New York nel 1933 alla morte per leucemia nel 2004 è stata come un immenso arazzo su cui la luce di una coscienza sempre alla ricerca della verità ha tessuto con precisione millimetrica il proprio motivo a tinte forti. I suoi saggi sono stati acclamati come vere e proprie pietre miliari (indimenticabile quello sull’epidemia dell’Aids), le sue prese di posizione hanno creato polemiche anche affocate, ma la sua vita privata, in special modo la sua bisessualità è stata affrontata sempre male e soprattutto di rado.

Lo stesso necrologio pubblicato dal New York Times evitò l’argomento, tralasciando anche di nominare la relazione della Sontag con la celebre fotografa Annie Leibovitz che le fu accanto dagli anni novanta fino al 2004, anno della sua morte. La scrittrice invece fu sempre molto chiara sulla sessualità, arrivando a dichiarare in un’intervista rilasciata al The Guardian di avere amato nella sua vita cinque donne e quattro uomini. Un gioco di equilibri del tutto naturale e che non la turbava. I suoi stessi diari del resto, quelli scritti negli anni dell’adolescenza, sono assolutamente espliciti. Quasi candidi nelle loro annotazioni: "Erano le quattro quando potemmo andare a letto ed era chiaro in me il mio desiderio per lei. Così come lo era in lei per me". Incredibilmente, Susan Sontag all’epoca di questa frase così chiara e cristallina aveva soltanto sedici anni.

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