Nichi Vendola al Roma Pride 2014, esclusiva Queerblog: "Italia molto cambiata, ora diritti per tutti"

Il leader di Sel a Queerblog lancia l'avventura dei diritti in Europa: "L'Italia ha ancora molto da fare"

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Ieri al Roma Pride 2014, il ventennale del Gay Pride a Roma, era presente anche il leader di Sel, e governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, con accanto il suo compagno Ed; da sempre attivissimo nelle battaglie per il riconoscimento dei diritti civili, Vendola si è goduto un pomeriggio assolato e caldo per le vie del centro della capitale, bersaglio di fotografie e strette di mano da parte di tantissimi partecipanti.

All'inizio del corteo, non appena la testa della manifestazione ha cominciato a muoversi da piazza della Repubblica, abbiamo incontrato Nichi Vendola per una brevissima chiacchierata proprio sul senso della giornata di oggi e sull'importanza delle battaglie per il riconoscimento dei diritti di tutti, anche in chiave europea.

Che significato ha questa giornata, il ventennale del Gay Pride a Roma, per la comunità omosessuale?

"Intanto bisogna fare un bilancio del cammino fin qui compiuto: vent'anni fa eravamo in un'Italia molto più arretrata, la società era ancora disorientata, assediata da paure, fobie e pregiudizi. Oggi, anche grazie al ruolo dei media, del cinema, della tv, della musica, della letteratura, del coraggio di chi lo ha detto, è cambiato il mondo attorno a noi, la società. Oggi i diritti dei gay sono riconosciuti in quasi tutta l'America Latina, in Sudafrica, sono riconosciuti pienamente in tante parti d'Europa, in Israele. L'Italia è invece una eccezione, un'anomalia clericale, confessionale. E' un'anomalia ipocrita."
Quanto c'entra con questo l'influenza della Chiesa e di un certo conservatorismo morale che abbiamo come cultura?
"C'entra la cattiva politica, la codardia della politica. La società italiana che si confronta su questi temi, la Chiesa stessa che si lascia attraversare da domande nuove, inedite, incredibili fino all'altro ieri, rappresentano un avanzamento che tarda ad essere registrato nei palazzi del potere: mi pare che la "pattuglia dei sepolcri imbiancati" stia persino nel governo."
Un cattolico come Lei come vede il nuovo approccio di Papa Francesco su queste tematiche?
"Lo vedo pienamente evangelico; consideravo invece poco evangelica la cultura dell'anatema, della scomunica, la violenza delle parole contro le persone gay."
In Europa Sel che tipo di battaglie farà per i diritti di tutti?
"Credo che il punto sia evitare l'idea che ci possa essere una somministrazione controllata, per piccole dosi, di diritti. Io non voglio diritti con il contagocce, non voglio mezzo diritto, lo voglio intero. Poi potrò decidere che farne. Io voglio avere il diritto a sposarmi, avere figli, adottare, voglio pienezza di diritti. Poi ognuno deciderà che fare."

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