Edna St. Vincent Millay: La mia candela brucia da due lati

Edna St Vincent Millay

Con la sua folta chioma "rosso Irlanda" e gli occhi verdi eternamente puntati sul cuore dell’esistenza, Edna St.Vincent Millay è entrata nella leggenda non solo per quei suoi versi squisiti e senza sbavature che le valsero il Pulitzer nel 1923, ma anche per quel suo amore selvaggio ed ardente per le cose della vita nelle quali ogni volta si tuffava a capofitto, con tutta se stessa. Chiacchieratissima per le sue tante avventure sentimentali (sia con uomini che con donne), le sue drastiche prese di posizione ed un eclettismo che non veniva accettato dall’establishment letterario americano, Edna St.Vincent Millay non si piegò mai al conformismo e alle convenzioni sociali del suo tempo.

In lei era fortissimo il ricordo di un’infanzia libera e “spregiudicata” ben radicata negli insegnamenti di una madre intelligente e indipendente che aveva instillato in Edna e nelle altre figlie l’amore assoluto e divorante per l’arte. Nemmeno il matrimonio con un ricco uomo d’affari del resto sembrò inibire la poetessa che continuò anzi a condurre una vita sopra le righe, a schierarsi apertamente per Sacco e Vanzetti, a scrivere con successo per il teatro. La candela che brucia da due lati, uno dei suoi versi più celebri ed amati, sembra sintetizzare magnificamente lo spirito della Millay che non era nata per vivere in penombra - lontana dal ruggito della vita. La poetessa che tutto aveva conosciuto, salendo dagli inferi al paradiso con il biglietto del ritorno sempre obliterato, si spense improvvisamente nell'ottobre del 1950 per un attacco cardiaco. Aveva da poco compiuto 58 anni

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