La Norvegia rimanda in Iraq un rifugiato gay


Che succede a un gay iracheno che chiede asilo politico in Norvegia? Gli può capitare di essere rimandato nel suo paese con un buon consiglio: cerchi di essere più discreto. Questa storia paradossale, ma terribilmente reale, è accaduta a a Azad Hassan Rasol, un 33enne iracheno che vive con il suo compagno norvegese da diversi anni, ma presto dovrà tornare in Medio Oriente.

L'Alta Corte di Oslo, infatti, ha respinto la sua richiesta di asilo e gli ha ordinato di tornare nella sua regione d'origine, visto che è di etnia curda e nel nord dell'Iraq la situazione non è "così grave" come in altre parti del paese. In pratica, invece di essere torturato (come i gay a cui viene incollato letteralmente l'ano con una colla potentissima e poi viene somministrata una dose di lassativi che provoca una diarrea mortale) verrà solo sgozzato o accoltellato.

Secondo LGBT Asylum News, negli ultimi due anni la Norvegia ha respinto 4 richieste di asilo di uomini gay su 52, ma in attesa che il governo cambi le leggi, la vita di Azad è decisamente in pericolo.

Foto | Knut Snare


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