Gli scandali di Norman Douglas

Norman Douglas

La vita dello scrittore inglese Norman Douglas fu tutta all’insegna dello scandalo. Ad intervalli quasi regolari l’autore di Vento del sud doveva abbandonare la città in cui abitava per sfuggire all’accusa di avere sedotto, o come si usava dire un tempo, cercato di corrompere la gioventù. Del resto questa abitudine aveva radici lontane e profonde se già nel 1894 Douglas era stato licenziato dal corpo diplomatico perché invischiato in un scandalo a sfondo sessuale. Un’abitudine che lo scrittore non si scosse certo di dosso visto che solo pochi anni dopo a Londra fu di nuovo accusato di molestie sessuali nei confronti questa volta di un giovanotto non ancora maggiorenne.

Lasciò allora l’Inghilterra e si trasferì nuovamente in Italia, soggiornando prima a Capri e poi a Firenze, ma anche qui il buon Douglas si mise nei guai e così, inseguito per l’ennesima volta dal pettegolezzo e da un nuovo inevitabile scandalo, tentò la carta francese. Finita la seconda guerra mondiale, lo scrittore decise però di tornare a vivere a Capri, un luogo che amava profondamente e a cui aveva dedicato molte delle sue pagine più belle e suggestive. Sull'isola strinse un forte legame d’amicizia con Graham Greene e visse secondo la sua celebre filosofia epicurea (a cui del resto non aveva mai derogato) finché non morì ingerendo un’overdose di medicinali nel 1952. Un suicidio voluto, a quanto si dice, per mettere fine ad una lunga e penosa malattia.

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