Grandi amori: Karin Boye e Margot Hanel

La poetessa svedese Karin Boye conobbe Margot Hanel, il grande amore della sua vita, a Berlino nei primi anni '30. Un sentimento importante che tuttavia non riuscì a salvare le due donne dalla tragedia.

L'arte, la poesia nascono spesso da un dissidio, da una frattura profonda su cui vengono lanciati, in un sublime, disperato tentativo di salvezza e pacificazione, ponti d'oro. La vita di Karin Boye, poetessa svedese tra le più note ed amate del Novecento, sembra incarnare alla perfezione questa visione dolorosa della vita e dell'arte. Dopo aver studiato presso l'università di Uppsala, aver fondato una rivista seminale come Spektrum ed essersi sposata con  Leif Björck, più un amico che un vero marito a dire il vero, Karin Boye si innamorò perdutamente, durante un soggiorno a Berlino, di Margot Hanel.

Un amore grande, destinato a consolidarsi negli anni, a diventare il più importante nella breve, ma intensa vita della poetessa. Tuttavia quella frattura sempre avvertita, cresciuta nel tempo, sembrava aprirsi ora su sabbie mobili particolarmente insidiose e su cui diventava forse impossibile lanciare quei "ponti d'oro" che le avrebbero permesso di traghettare ancora una volta verso la salvezza. Così la mattina del 23 aprile 1941, la poetessa uscì di casa, si diresse verso le colline vicine e qui inghiottì una dose massiccia di barbiturici.

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Un gesto che spinse una Margot Hanel, sopraffatta dal dolore ed incapace di reagire, ad un altro gesto estremo. Una tragedia che commuove in profondità, ricordata oggi anche da una targa commemorativa proprio sul luogo dove la Boye si suicidò in quella lontana primavera del 1941.

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