Tennis e diritti gay: King e Navratilova contro la Court


Game, set e match per Martina Navratilova e Billie-Jean King. Le due campionesse di tennis del passato - regine della racchetta e amazzoni del coming out lesbico in tempi pionieristici - non hanno perso tempo per rispondere alle parole intrise di bigottismo e omofobia pronunciate da Margaret Court-Smith.

Quest'ultima è una grande tennista del passato, dominatrice dei prati per un paio di decenni (anni Sessanta e Settanta), ma in tempi in cui la concorrenza era poca e spesso non troppo agguerrita. In ogni caso, grazie anche al fatto di essere australiana la signora Court può guardare le altre tenniste dall'alto dei suoi 24 titoli di Grande Slam in singolare, record assoluto in campo femminile e maschile.

Essere stati grandi campioni, però, non equivale automaticamente ad essere persone al passo con i tempi e aperte al nuovo. Così oggi che la Court si è espressa pubblicamente contro i matrimoni gay in nome della "legge di Dio", ma immediata è arrivata la risposta di Martina Navratilova e Billie-Jean King, due grandi donne, prima ancora che due grandi tenniste.

La Court, che è pastore di una chiesa protestante fondata da lei a Perth (la Victory Life Church), ha chiesto ai suoi concittadini australiani di schierarsi contro i matrimoni gay, perché "nessuna legge umana può mai cambiare le leggi di Dio". Secondo l'ex campionessa

l'educazione politicamente corretta ha portato con forza l'omosessualità fuori dalle porte chiuse dietro cui si trovavano all'aperto nella società e adesso chiede aggressivamente i diritti matrimoniali che non appartengono loro.

Nell'idea della Court la società ha bisogno, piuttosto, di forti unità familiari composte da una mamma, un papà e bambini, mentre non c'è motivo di portare avanti

unioni alternative, insane, innaturali.

Ce n'era a sufficienza per suscitare una reazione in Martina Navratilova, che ha risposto affilata come le sue volée: "Mi sembra che molte persone siano evolute rispetto ai tempi della Bibbia; sfortunatamente Margeret Court no. La sua visione miope minaccia e danneggia le migliaia di bambini che vivono già ora in famiglie dello stesso sesso".

E anche Billie Jean King ha criticato le parole della Court: Quanto più parliamo di questioni come il matrimonio gay, tanto più impariamo sul conto l'uno dell'altro. È una benedizione che il popolo australiano possa vivere liberamente ed esprimere le proprie opinioni, perché abbiamo bisogno di un dialogo aperto per riuscire a progredire. Noi siamo impegnati a eliminare l'omofobia, perché ognuno possiede gli stessi diritti, opportunità e tutela".

La Navratilova in passato era stata accusata proprio dalla Court di essere un cattivo esempio per le giovani giocatrici, perché le lesbiche stavano "distruggendo" il tennis. Ineffabile la risposta di Martina: Ho cercato di parlare con Margaret, ma dire che lei è completamente chiusa di testa su questa questione è dire poco.

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