Amori diseguali: Lytton Strachey e Dora Carrington

Il ritratto di Lytton Strachey

Eminente biografo ed amico carissimo di Virginia Woolf, Lytton Strachey (1880-1932) fu uno degli esponenti di spicco del celebre gruppo di Bloomsbury. Nato in una famiglia aristocratica (tra i suoi antenati anche un viceré dell’India) ma ricca di fermenti intellettuali, grazie soprattutto alla presenza della madre, l’esuberante lady Strachey, Lytton diede sin da subito prova di un’intelligenza acuta, ben al di sopra della media, pubblicando negli anni venti una splendida biografia sulla regina Vittoria; libro che diede il là all’arte biografica moderna, vincendo, tra l’altro, il prestigioso James Tait Black Memorial Prize.

Nella vita privata invece Lytton Strachey, che non amava guardarsi allo specchio, non sapeva accettarsi. Era come respinto da quel suo viso troppo lungo e, per lui, senza grazia. Un profondo sentimento di insicurezza che sembrava minare tutti i suoi rapporti. Del resto proprio l’amore che desiderava sopra ogni altra cosa sembrava eluderlo. Passargli ogni volta accanto come un treno in corsa od un vento che arrivava - prima di ritrarsi - a sfiorargli solamente le lunghe mani protese. Solo la pittrice Dora Carrington, che non poteva essere corrisposta, vista l’omosessualità dichiarata di Strachey, lo amò perdutamente; tanto perdutamente da uccidersi sparandosi un colpo di rivoltella appena due mesi dopo la sua morte per un male incurabile.

Il ritratto di Lytton Strachey che apre il post è stato realizzato da Dora Carrington.

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