Carteggi indimenticabili: le lettere di Henry James a Hendrik Andersen

I toni caldi, le parole ricche di trasporto che lo scrittore usava nelle sue lettere al giovane scultore Hendrik Andersen sembrano lasciare pochi dubbi sull'omosessualità di Henry James.

Henry James, uno dei grandi nomi della letteratura non solo americana, rimane ancora oggi dopo quasi un secolo dalla sua morte, un enigma. Un rompicapo per il biografo, soprattutto quello più coscienzioso ed attento. La sua sessualità si presenta spesso come chiusa nell'ombra, tratteggiata in un chiaroscuro che ne impedisce una visione certa, chiara, illuminante. Indubbia rimane tuttavia la sua predilezione per uomini più giovani; le sue lettere giunte fino a noi tradiscono un trasporto emotivo che non sembra lasciare molto spazio al dubbio. All'incertezza.

Il suo fitto carteggio con Hendrik Andersen, un giovane ed aitante scultore di origine scandinava, ne sono una riprova sicura. Evocazioni, sussurri e veri e propri rapimenti sentimentali salgono delicatamente dalle decine e decine di lettere che il celebre scrittore inviò nel corso degli anni al disinvolto scultore: “Ogni tua parola scriveva Henry James in una delle sue missive più toccanti ha la soavità levigata di una carezza della tua mano....”
Frasi che rivelano più di una confessione o di una fotografia rubata all'intimità. I due uomini si incontrarono più volte, prima a Newport, poi di nuovo a Roma, dove si erano incontrati per la prima volta nel 1899.

James-e-Andersen

Tuttavia fu proprio l'Italia a rompere, almeno indirettamente, l'idillio tra i due. Andersen si lasciò infatti affascinare un po' troppo dal fascismo che muoveva allora i primi passi, ossessionato per giunta dalla creazione della World city, la città perfetta del futuro. Una scelta che il grande scrittore trovò ideologicamente inaccettabile, troncando così definitivamente il loro carteggio. La loro "affettuosissima amicizia".

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