Elezioni Europee 2014: gli eletti gay friendly

Per le elezioni Europee la soddisfazione di Arcigay è palpabile: “L’arcobaleno è il primo partito, Renzi ne rispetti il programma”.

Esulta Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, per il risultato delle elezioni europee:

Caro Renzi, l’arcobaleno è il primo partito in Italia: ora è indispensabile rispettarne il programma.

E poi prosegue:

Tra i settantatré eletti italiani, trentuno si sono impegnati per farsi portavoce delle nostre battaglie, sottoscrivendo la piattaforma Come out di Ilga Europe. Possiamo allora dire che in Italia, per queste europee, ci sono due vincitori a pari merito, e che l’arcobaleno (cioè i diritti delle persone lgbti), con i suoi trentuno seggi, è il primo “partito” italiano, un’ istanza trasversale che raccoglie un consenso ampio. Il governo italiano non può non tenere conto di questo evidente dato politico e avviare l'annunciata stagione di riforme a partire dal riconoscimento pieno dei diritti delle persone lgbti.

Europee 2014: L’Altra Europa con Tsipras e M5S le liste più gayfriendly


Tutte le informazioni sulle elezioni europee disponibili su Polisblog.

Secondo Flavio Romani in queste elezioni l’omofobia è stata rigettata dalle italiane e dagli italiani:

La prova del nove la fornisce l’arretramento evidente della destra omofoba: si sono infatti ridotte significativamente le rappresentanze di Nuovo Centro Destra e Forza Italia, mentre restano esclusi tutti i candidati di Fratelli d’Italia, campioni d’omofobia nel nostro monitoraggio.

Ecco le liste più gay friendly di queste elezioni europee.

Per quel che riguarda gli eletti, afferma Romani:

Non possiamo che essere soddisfatti inoltre per il risultato della lista L’Altra Europa per Tsipras, la più rainbow secondo la nostra campagna, e per gli undici parlamentari friendly eletti nelle liste del Movimento 5 stelle. Salutiamo poi con entusiasmo l’elezione dei democratici Daniele Viotti nel Nord Ovest e Elly Schlein nel Nord Est, campioni di rainbow factor nella campagna “A far l’Europa comincia tu”, sostenuti con convinzione dalla comunità lgbti. E con altrettanto entusiasmo applaudiamo l’elezione degli altri democratici “friendly” premiati dal responso delle urne. A tutte e tutti i nostri migliori auguri di buon lavoro.

A proposito: Alessandro Cecchi Paone non è stato eletto. E nemmeno Iva Zanicchi.

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