Mai un gay come segretario della Lega Nord (che è un partito virile)

Gay e Lega? Impossibile!

C'è sempre da aspettarsi di tutto quando si inizia un discorso con “premesso che” o “faccio una premessa”. Prendete per esempio la premessa di Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso e segretario veneto della Lega Nord:

Premesso che le porte della Lega sono totalmente aperte ai militanti gay e che non abbiamo nulla contro di loro, ritengo che il segretario generale del partito non possa mai essere un gay, per la caratteristica storica di virilità che caratterizza il nostro movimento.

La solita storia di sempre: certo che siamo aperti a tutti, anche ai gay!, basta che non abbiano troppe pretese e se ne stiano al loro posto. Affermazioni ancora più tristi se si pensa che mentre venivano pronunciate, in Belgio Elio Di Rupo, gay dichiarato, giurava come primo ministro.

Approfondendo il suo concetto, poi, Gobbo fa anche sapere (dai microfoni di Klaus Condicio, ovviamente) che se si tratta di un gay sobrio le porte sono aperte, altrimenti no:

Certamente, questo è fondamentale e l’abbiamo anche dimostrato. Ognuno ha la propria identità, che se non viene esasperata e risponde alle esigenze di privatezza, sobrietà e rispetto non ostacola la militanza ed eventuali ruoli di responsabilità all’interno del partito

Come se noi gay fossimo sempre sopra le righe o parlassimo in continuazione in falsetto facendo mossette varie (e non venitemi a dire che questa è l'idea che nasce dal Gay Pride perché altrimenti dovrei dedurre che, per esempio, a Viareggio vanno tutti vestiti sempre da carnevale perché fanno dei carri allegorici molto vistosi...)

Gian Paolo Gobbo non è nuovo a questo tipo di affermazioni: tempo fa disse che secondo lui i Pride danneggiano la libido dei bambini e sono come i rave party e in un'altra occasione non ebbe timore di minacciare multe ai gay che si baciano nei luoghi pubblici della sua città.

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