Le stravaganze di Marie Corelli

Marie Corelli

Nonostante fosse in realtà di discendenza scozzese, Marie Corelli fece di tutto per inquinare le acque, sostenendo fino alla fine dei suoi giorni di avere sangue italiano nelle vene. Una bugia legata alla sua sete davvero inesauribile di esotismo ed eccentricità. Del resto i suoi romanzi, pieni di incongruenze, di eventi drammatici e fiumi di parole che scorrevano sempre e solo sopra le righe, divennero dei veri e propri best seller proprio per quel loro amore cieco ed assoluto per l’eccesso, superando ogni volta nelle vendite autori come Kipling e Doyle (oggi, dopo anni d’oblio, sono tornati incredibilmente ad essere dei libri-cult).

Sul finire dell’ottocento la sua fama e le sue eccentricità erano tali che attrassero anche l’attenzione dell’impegnatissimo Oscar Wilde che trovò addirittura il tempo di scriverle una lunga lettera fitta di esortazioni e complimenti. Donna che non conosceva certo le mezze misure, la Corelli portò con sé dall’Italia una gondola (con tanto di gondoliere naturalmente) per poter navigare come un’eroina romantica sulle gelide acque dell’Avon. Tra tante stravaganze e trovate da prima donna, vi era una cosa a cui la scrittrice teneva però più di ogni altra: l’anello che Bertha Vyver, la compagna a cui lasciò tutti i suoi beni, le aveva donato. Un gioiello che al suo interno custodiva, intrecciate, le iniziali dei loro nomi.

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