Duce truce: frizzi e lazzi in chiave gay nei confronti di Mussolini

Duce truce: i frizzi e lazzi in chiave gay nei confronti di MussoliniDuce truce. Insulti, barzellette, caricature: l’opposizione popolare al fascismo nei rapporti segreti dei prefetti (1930-1945) è il titolo di un libro di Alberto Vacca pubblicato da Castelvecchi editore in cui l'autore raccoglie e presenta in maniera logica e ordinata le “relazioni dei prefetti in merito al reato di offesa al Duce (in realtà reato di “offesa all’onore del Capo del Governo” che veniva comunque comunemente detto reato di “offesa al Duce”)” come leggiamo su Booksblog.

Tra i molti rapporti segreti che i prefetti inviavano al governo centrale alcuni hanno un contenuto volto a mettere alla berlina il Duce accusandolo di omosessualità. Come, per esempio, leggiamo nella relazione del prefetto di Forlì in data 7 agosto 1934 che un cittadino avrebbe posto il seguente indovinello e si sarebbe dato da solo la risposta:

Sapete perché Hitler ha i baffi rossi? Perché Mussolini ha le emorroidi

Il che lascia immaginare quale tipo di rapporto intercorresse tra i due secondo la fantasia italica.

La relazione più dettagliata in questo settore è quella del 29 febbraio 1932 in cui il prefetto di Bologna riporta frasi a sfondo omosessuale che vennero dette nei confronti di Mussolini alla vigilia di una sua visita al papa (a quei tempi c'era Pio XI, al secolo Ambrogio Damiano Achille Ratti). Scrive il prefetto:

Il Commissario Capo di PS di Imola segnalò in data 12 corrente di avere avuto notizia di un incidente che si sarebbe verificato la sera del 10 nell'osteria gestita in Imola Via Lodovico Barbieri da Zotti Clelia di Angelo, moglie del soprascritto individuo, il quale avrebbe pronunziato la frase: “Domani Mussolini va a tirare una sega al Papa” in relazione alla preannunciata visita di S. E. il Capo del Governo al Sommo Pontefice. [...]
Il Sig. Falconi Francesco, Segretario Politico del Fascio di S. Patrizio, ha dichiarato che la sera del 10 corrente, entrato nell'osteria in questione, sentì che fra alcune persone si parlava della visita del Duce al Papa per il giorno successivo e che una di esse (il Brusa) disse: “Mussolini in divisa domani va a fare un bocchino al Papa”, per cui il Falconi intervenne redarguendo energicamente il Brusa e dichiarando di denunzialo. Il Falconi aggiunse che da altre persone presenti gli fu osservato che il Brusa aveva detto: “Il Papa non fa nemmeno un pompino al Duce” [...]

Le offese sono sempre deprecabili, in ogni caso e in qualunque contesto. Queste in particolare, comunque, evidenziano quanto “poco monolitica fosse l’adesione degli italiani al fascismo” e quanto fossero abili i nostri avi nel voler intaccare l'immagine di sciupafemmine che Benito Mussolini si era costruito.

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