Ronald Firbank, l'Italia e il cardinal Pirelli

Ronald Firbank

Ronald Firbank (1886-1926) nacque a Londra in una famiglia dell’alta società inglese. Qui circondato dal lusso, dalle amicizie influenti, dall’eterno flusso dei tè danzanti e delle noiosissime partite di polo, il futuro scrittore sviluppò il suo anticonformismo, il suo desiderio per l’esotico e tutto ciò che non era convenzionale. Lasciatasi Cambridge dietro le spalle una volta per tutte, il giovane Ronald (con un debole per Oscar Wilde e i suoi istrionismi) iniziò a viaggiare nel sud dell’Europa, soggiornando in Spagna e poi in Italia che divenne (per certi versi) la sua patria di adozione. Le sue opere sempre deliziosamente sopra le righe iniziarono ben presto a far parlar di sé.

Inclinazioni, Capriccio, Vanagloria e Valmouth uscirono a ritmo serrato tra il 1915 e il 1919 . Tutte opere che Susan Santong definirà poi in un suo celebre saggio come l’essenza del "camp". Tuttavia il suo libro più acclamato e letto, rimane senza ombra di dubbio “Sulle eccentricità del cardinal Pirelli” uscito nel 1926 subito dopo la sua morte avvenuta a Roma per problemi polmonari. Incastonata nel celebre romanzo l’esilarantissima e indimenticabile scena finale in cui l’alto ecclesiastico con nulla addosso muore (di infarto) inseguendo tra le navate della chiesa un giovane e spaventatissimo corista.

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