Carlos Bruce, primo politico peruviano a fare coming out

Momento storico in Perù: il deputato Carlos Bruce ha fatto coming out. È il primo politico del paese a dichiararsi gay.

Proprio mentre in Perù si discute dell’approvazione di una legge sulle unioni civili, avviene un fatto storico: il primo coming out di un politico. Il nome del coraggioso deputato è Carlos Bruce e alla domanda diretta dell’intervistatore ha risposto:

Sì, sono gay e sono orgoglioso di appartenere a questo gruppo di persone che hanno tanto da offrire al Perù.

Alla domanda sul perché lo dice solo ora e non abbia fatto coming out prima, Bruce spiega che lo ha fatto ora perché gli è sembrato il momento opportuno:

Sono stato sempre restio a parlare della mia vita privata e meno ancora di quel che faccio nel mio letto: mi sembra di cattivo gusto. Ma è giunto il momento di sottolineare i diritti che tu hai e io no. Molti credono che non posso essere un buon padre [Bruce è padre di due figli, ndr] o che essendo gay non posso servire il mio paese. E invece sono dodici anni che lo servo. È l’occasione per parlare apertamente.

Carlos Bruce, primo politico peruviano a fare coming out

Nell’intervista Carlos Bruce riconosce anche quanto è stato difficile accettarsi:

Quando sei bambino e inizi a cresce, subito ti rendi conto che sei diverso dagli eterosessuali. Cerchi di normalizzarti perché nessuno vuole essere diverso nella società. Ti sforzi di stare nei binari in cui stanno gli altri, fino a quando comprendi pienamente di essere differente da loro. È a quel punto che fai la tua scelta: una di queste è quella di conformarti alla società e reprimenti. È una scelta e non la giudico, è la tua decisione. Si aggiunga a questo che la chiesa cattolica dice se sei gay puoi entrare nel regno dei cieli solo che reprimi la tua vita sessuale. L’altra scelta è riconoscerti e accettarti come sei: è un processo difficile, si soffre molto ma poi si è felici.

Il deputato ha parlato anche dei suicidi degli adolescenti e ha puntato il dito contro le chiese in generale:

L’indice di suicidi degli adolescenti gay è cinque volte maggiore di quello degli adolescenti eterosessuali. Sarebbe differente se la società ti dicesse che non c’è problema con l’essere gay, che hai diritti come gli altri. Le persone religiose si stracciano i vestiti per la vita di un embrione, ma sembra loro tutto normale il fatto che un adolescente di suicida perché le chiese affermano che sono posseduti dal demonio o ancora per loro è normale che i genitori dicono loro che li avrebbero preferiti drogati ma non gay. Questo vuol dire amare il prossimo?

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Foto | El Comercio

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