Wilhelm Plüschow e l'ombra di Wilhelm von Gloeden

La maggiore fama del cugino Wilhelm von Gloeden ha in parte oscurato (alcuni direbbero con ragione) l'opera di Guglielmo Plüschow che nella seconda metà dell'Ottocento giunse in Italia per dedicarsi, anima e corpo, alla fotografia.

I nudi di Wilhelm Plüschow sono oggi considerati dei ritratti artistici di tutto rispetto. Istanti di grazia e bellezza, potremmo anche definirli così, sottratti alle mani rapinose ed inarrestabili del tempo. Parente del più famoso e celebrato Wilhelm von Gloeden (che gli rubò, forse anche a ragione, la scena), Plüschow lasciò la nativa Germania per l'Italia molto prima del cugino.

Qui da noi italianizzò rapidamente il proprio nome in Guglielmo, iniziò a commerciare, almeno ufficialmente, in vino ed a fotografare i giovani del luogo. Adolescenti che l'artista sistemava spesso in pose innaturali ed artificiose che offrirono subito il fianco ai suoi detrattori che lo accusarono non solo di essere pomposo, ma anche di non fare un buon uso della luce.

Guglielmo-Plüschow

Detrattori che trovarono un ben più deciso e temibile alleato nella forza pubblica che arrivò ad interrogare ed in un secondo tempo anche ad arrestare il fotografo. Si parlò di corruzione di minorenni, di rapporti non ben chiari tra l'artista ed i suoi giovani modelli. Fatto sta che nel 1910 Guglielmo Plüschow lasciò definitivamente l'Italia, rientrando a Berlino, dove poi mori nel 1930.

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