Un, due, tre… liberi tutti


“Mani in alto fuori di qua, non resteremo più prigionieri”

Parallelamente al superfluo illustrato queerblog.it nel corso di questi mesi è diventato per molti un libero e democratico punto di incontro.

Una piccola agorà dove, oltre al bonazzo di turno, si è cercato di confrontarsi anche su fatti di cui, sinceramente, ne avremmo fatto a meno.

Questo avveniva con una certa regolarità fino a qualche giorno fa, fino a quando un anonimo Mario Rossi (senza palle evidentemente, sennò avrebbe optato per un nick name meno anonimo) ha letteralmente bloccato il sito commentando circa 600 volte con le stesse parole un post elaborato dal sottoscritto sul mancato finanziamento al Festival cinematografico GLBTQ della Consulta provinciale degli studenti tornesi.

Per una serie di coincidenze un post contro la censura è stato limitato dagli amministratori di blogo.it, che prontamente ci hanno dato una mano a limitare questo fiume in piena (totalmente in disaccordo con quanto espresso nel suddetto post).

In quel post scrivevo anche della valorizzazione della persona, del proprio IO. L’indomani Marco sarebbe morto trafitto dalla società che ha preferito eliminarlo invece che accoglierlo.

Potremmo evitare di parlare di tutto ciò.

Ci piacerebbe parlare solo di scarpe, divette bourlasque e di quanto più futile ci sia.

Ci piacerebbe, ma sappiamo tutti benissimo che non è un lusso che possiamo permetterci. Come persone abbiamo anche noi le nostre responsabilità: evitare anche che altri omosessuali muoiano schiacciati dal peso di monologhi puramente masturbatori.

“Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno

Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti

Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno
Dall'uomo che non è padrone del suo giorno
Da tutti quelli che inquinano il mio campo
Io mi libererò perché ora sono stanco”

P.S. le citazioni sono tratte da Liberi Tutti dei Subsonica

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