Augusto d’Halmar, "padre" del romanzo omosessuale in lingua spagnola

Augusto d’Halmar  fu uno dei primi grandi intellettuali di lingua spagnola a vivere sotto il sole la propria omosessualità.

Importante autore cileno che nel 1942 vinse il premio letterario più prestigioso del suo paese, Augusto d’Halmar (1882-1950) affrontò spesso il tema dell'omosessualità. Il suo romanzo più esplicitamente gay rimane tuttavia Passione e morte di padre Deusto, scritto nel 1920, ma pubblicato solo quattro anni dopo. Un romanzo che nella letteratura cilena ebbe lo stesso impatto ed importanza che Bom Crioulo, celebre libro di Adolfo Caminha, ebbe in quella brasiliana.

Nonostante fosse nato nella città di Santiago, lo scrittore, che racchiudeva in sé una raffinata vena di stravaganza, amava dare come proprio luogo di nascita Valparaiso. Del resto fu la passione per la letteratura, il reale e l'immaginato, che gli fece abbandonare giovanissimo il seminario (dove le sorelle, dopo la prematura morte dei genitori, l'avevano messo perché si avviasse alla carriera ecclesiastica) e scegliersi come nom de plume Augusto d'Halmar (in omaggio al nonno materno, un barone svedese).

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Tuttavia lo scrittore cileno non visse solo di scrittura, ma ricoprì anche diversi ed importanti incarichi diplomatici in giro per il mondo. Dalla Spagna alla Turchia, dall'India all'Italia, passando per Parigi, Londra e Amsterdam, le tappe di d'Halmar, nel corso della sua vita di intellettuale e diplomatico, furono davvero tante. Viaggi che lo misero in contatto con culture diverse, che lo portarono a schierarsi a favore della Repubblica spagnola ed a fondare riviste prestigiose che diventarono punto di riferimento per tutta l'intellighenzia di lingua spagnola. La sua morte nel 1950 segnò una grave perdita per la cultura (e non solo di quella sudamericana).

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