Alan Bennett non vuole essere visto come drammaturgo gay

Lo scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e attore britannico ha confessato che nel corso della sua carriera di più di cinque decadi ha evitato di parlare della sua vita privato per non essere visto come un “drammaturgo gay”.

Alan Bennett – scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e attore britannico che, tra le altre cose, ha scritto Gli studenti di storia, testo pluripremiato – ha rilasciato un’intervista alla BBC per i suoi ottanta anni (li compirà venerdì 9 maggio prossimo).

“Non volevo essere incasellato come gay. E questo è tutto” ha detto l’autore, parlando di se stesso e del difficile periodo in cui ha affrontato una pesante cura antitumorale e, nello stesso tempo, ha fatto coming out (siamo nel 2005/2006)

Alan Bennett è uno dei drammaturghi più apprezzati del Regno Unito e si è sempre rifiutato di parlare della propria vita privata, per evitare etichette, anche se giravano molte voci sulla sua relazione con il giornalista Rupert Thomas, con cui viveva a Londra, nel quartiere di Camden, e con il quale ha contratto una unione civile. Accanto alla storia con Thomas, comunque, nel 1993 si venne a sapere che aveva una relazione con la sua governante, Anne Davies, di sedici anni più giovane di lui, relazione terminata nel 2009, a seguito della morte della donna.

Bennett ha anche confessato di essere stato vittima di alcuni attacchi omofobi, pur avendo mantenuto il massimo riserbo sul suo orientamento sessuale.

Alan Bennett

A seguire l’incipit di una delle sue opere più apprezzate, La sovrana lettrice (traduzione di Monica Pavani, Adelphi, 2007):

A Windsor quella sera c'era il banchetto ufficiale, e mentre il presidente francese si affiancava a Sua Maestà la famiglia reale si schierò alle loro spalle, e la processione si avviò lentamente verso la sala Waterloo.
«Adesso che possiamo parlarle a quattrocchi,» disse la regina sorridendo a destra e a sinistra mentre avanzavano fra gli ospiti sfolgoranti «vorremmo tanto chiederle la sua opinione sullo scrittore Jean Genet».
«Ah» disse il presidente. «Oui».
La Marsigliese e l'inno nazionale li costrinsero a interrompersi, ma una volta seduti Sua Maestà riprese da dove era rimasta.
«Omosessuale e avanzo di galera... ma era davvero come l'hanno dipinto? E il suo talento» e sollevò il cucchiaio da consommé «era davvero così straordinario?».
Non essendo stato ragguagliato sul glabro drammaturgo e romanziere, il presidente si guardò attorno stravolto in cerca del ministro della Cultura. Ma costei era immersa in conversari con l'arcivescovo di Canterbury.
«Jean Genet,» ripeté premurosa la regina «vous le connaissez?».
«Bien sûr» disse il presidente.
«Il nous intéresse» ribadì Sua Maestà.
«Vraiment?». Il presidente posò il cucchiaio. Lo attendeva una lunga serata.


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Via | Anodis

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