Lo shock e la negazione come reazioni della famiglia al coming out

Quando si fa coming out in famiglia si possono avere diverse reazioni. Oggi ci soffermiamo sullo “shock” e sulla “negazione”.

Varie possono essere le reazioni della tua famiglia nel momento in cui riveli loro la tua omosessualità o bisessualità o transessualità. Statisticamente l'accettazione dell'omosessualità da parte dei familiari avviene attraverso delle tappe. Soffermiamoci sullo shock e sulla negazione.

Lo shock. La tappa iniziale dello shock può essere prevista se ritieni che la tua famiglia non immagini minimamente quello che stai per dire loro. La durata dello shock può andare da pochi minuti a una settimana (generalmente svanisce in pochi giorni). Lo shock è una reazione naturale e richiede del tempo. Dì ai tuoi genitori che la pressione sociale non ti ha permesso di aprirti prima con loro, ma che, al contempo, non sopporti più la distanza che questo segreto sta sempre più mettendo fra di voi. Assicurali del tuo amore e dì loro, più volte, che gli vuoi bene.

La negazione. La negazione protegge la persona da un messaggio che ritiene essere portatore di minaccia o di dolore. Si distingue dallo shock perché indica che la persona ha sì ascoltato quanto le è stato detto ma cerca di sviluppare un meccanismo di difesa per combatterlo. Varie possono essere le forme che la negazione assume: si va dall'ostilità (Nessuno dei miei figli sarà mai frocio!), alla non accettazione (Bene, amore mio. Che vuoi mangiare?), passando per il distacco (Se scegli questo stile di vita non ne voglio sapere nulla!), fino al rifiuto (È solo una fase passeggera).

Riflessi rainbow arcobaleno

La percezione dell'omosessualità, bisessualità e transessualità che hanno i tuoi è filtrata dai vari messaggi ricevuti dalla società che, non dimentichiamolo mai, ha forti radici omo/bi/transfobiche. Puoi suggerire ai tuoi di rivolgersi a qualche aiuto esterno: consiglia loro qualche genitore di persone omosessuali; evita di indirizzarli verso una persona omosessuale, dal momento che loro, probabilmente, cercheranno un punto di vista “imparziale”.

Forse la tua famiglia potrebbe aver bisogno che tu li aiuti a distinguere il “normale” dalla “norma”. I tuoi potrebbero pensare che l'omosessualità, la bisessualità e la transessualità non siano normali. Tu spiega loro che sebbene omo, bisessualità e transessualità non siano la norma, sono tuttavia normali per te. La Natura sempre fa eccezioni alla regole! I tuoi dovranno comprendere che sebbene il tuo orientamento sessuale non sia la norma, è, tuttavia, una risposta naturale e onesta per te.

Affronta la questione con la maggior serenità che ti è possibile e parla con loro in un momento in cui sono rilassati. Tieni presente che non è necessario che tu fornisca loro più informazioni di quelle che ti chiedono e considera che alcune domande che ti porranno riguardano solo te e a loro non devono interessare (è classica la domanda dei padri che vogliono sapere se almeno sei attivo...). Non perdere mai la pazienza, per nessun motivo: rispondi alle loro domande con serenità e considera che più passano i giorni e più domande potrebbero venire loro in mente. Se lo ritieni necessario, parla con loro anche separatamente. Valuta anche la questione da un altro punto di vista: potrebbe succedere che uno dei tuoi genitori accetti più velocemente la cosa. Questo potrebbe creare delle frizioni in famiglia: chi ha accettato prima il tuo orientamento sessuale potrebbe considerare l'altro esagerato; chi invece va più lento nell'accettazione, potrebbe considerare l'altro coniuge (o comunque gli altri membri della famiglia) troppo superficiali. Tali tensioni sotterranee possono essere vissute anche in maniera silenziosa. Poni, perciò, attenzione per evitare che, dopo qualche tempo, la questioni scoppi in maniera violenta, generando dolore in tutti.


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Foto | Jonny Jelinek

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