Ricordando Rodolfo Valentino nel giorno della nascita

Il divo italiano conquistò Hollywood con film leggendari come “I quattro cavalieri dell'Apocalisse” e “Il figlio dello sceicco” (uscito postumo), affermandosi così come il primo sex symbol della storia del Cinema.

L'anniversario della nascita di una delle più grandi leggende del grande schermo sembra cadere a fagiolo, almeno qui in Italia dove l'ultimo film sulla sua vita, a causa di un nudo di Gabriel Garko, ha suscitato più di una polemica. Ma non siamo certo qui per polemizzare sulla celebre scena censurata, ma per ricordare piuttosto la breve, ma scintillante vita di Rodolfo Valentino, il primo grande latin lover della storia cinema.

Dall'arrivo in America, dove inizialmente si arrabattò come ballerino fino al successo clamoroso e senza precedenti come attore. Matrimoni e relazioni tempestuose ed affocate che riempirono giornali e riviste, tuttavia l'omosessualità del divo italiano non era certo un mistero. Una sorta di segreto di Pulcinella, noto a colleghi ed addetti ai lavori. I diari stessi di Valentino getterebbero luce sulle sue preferenze sessuali. Da quelle pagine emergerebbe, tra le altre cose, anche la passione di una sola notte per un giovane abbordato nei pressi dell'Opera.

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La vita del grande divo si spense purtroppo troppo presto per via di una peritonite. Nella calda estate del 1926 l'attore mori dopo un intervento chirurgico, spezzando il cuore a migliaia di donne, alcune delle quali, travolte dal dolore e da una forma di isteria collettiva senza precedenti, scelsero, follemente, la via del suicidio.

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