10 domande da porsi prima di fare coming out in famiglia

Il coming out è un cammino molto personale e ogni persona lo fa quando si sente pronta. Ci sono, comunque, alcune domande che è bene porsi prima di affrontare l’argomento.

Fare coming out è un atto che richiede una buona dose di coraggio. Farlo in famiglia, ne richiede ancora di più. Per questo è importante che prima di dire ai propri genitori – e familiari in genere – che si è omosessuale, lesbica, bisessuale o transessuale è importante porsi alcune domande in modo da chiarirsi quello che si vuole dire e prepararsi alle possibili reazioni dei familiari.


  1. È una tua decisione? Devi fare coming out solo se è una tua decisione: non sentirti costretto a farlo e non farlo se non sei sicuro che otterrai dei benefici per te (indipendentemente dalla reazione che potranno avere i tuoi).
  2. Sei tranquillo/a e sereno/a in merito al tuo orientamento sessuale? Se provi un qualche sentimento di colpa o ti senti confuso/a, dovresti valutare se effettivamente questo è il migliore momento per fare coming out in famiglia. Infatti, se tu per primo/a hai dubbi è probabile che gli interrogativi e i pregiudizi degli altri ti confondano ancora di più. Dire che sei gay, lesbica, bisessuale o transessuale potrebbe richiedere moltissima energia da parte tua e per questo devi fare in modo di sentirti al meglio. La maggior parte di quanti hanno fatto coming out hanno iniziato a parlare con quelle che persone che ritenevano potessero rispondere in maniera positiva alla “rivelazione”, in modo da avere una sorta di bagaglio di esperienze positive e sentirsi più forti.
  3. Qual è la situazione emotiva della tua famiglia? Se puoi scegliere il momento in cui parlare, fallo con la massima cura. Scegli un momento in cui la tua famiglia non si trovi ad affrontare qualche problema grave, come, per esempio, la morte di un amico/parente, la perdita del lavoro, problemi di salute...
  4. Puoi contare sul sostegno di qualcuno/a? Avere referenti positivi è importante per mantenere l'autostima: è cosa buona, pertanto, poter contare su qualcuno/a o anche su un gruppo al quale tu possa rivolgerti con fiducia alla ricerca di un sostegno morale ed emotivo nel caso in cui la tua famiglia – o qualche tuo familiare – non rispondesse positivamente al coming out. È importante, inoltre, che tu scelga con quale familiare fare coming out: non sempre è conveniente parlare con tutti allo stesso tempo.
  5. In generale, come ti senti in famiglia? Se ti sei sempre trovato/a bene in seno alla tua famiglia e sempre avete dimostrato affetto e rispetto vicendevole, probabilmente potrete trattare la questione in maniera molto positiva.
  6. Dipendi economicamente dalla tua famiglia? Se sospetti che la tua famiglia possa giungere a toglierti il sostegno economico per gli studi o possa vietarti di uscire di casa, forse dovresti valutare se non sia il caso di aspettare che tu sia indipendente economicamente per affrontare la questione.
  7. Sei paziente? La tua famiglia potrebbe necessitare di diverso tempo prima di accettare la cosa, soprattutto se non aveva intuito nulla. Si tratta di un processo personale e per alcuni può durare mesi e anche anni.
  8. Perché parlare proprio ora? L'ideale sarebbe che tu facessi coming out per via dell'amore che nutri verso la tua famiglia e per il disagio che scaturisce dalla “distanza” che esiste fra di voi. Non fare coming out perché sei arrabbiato e non farlo durante un litigio: l’orientamento sessuale non va usato come un'arma.
  9. Le tue conoscenze sull'omosessualità/bisessualità/transessualità sono sufficienti? Al momento del coming out la tua famiglia potrebbe avere reazioni collegate ai pregiudizi omo/bi/transfobici tipici della società in cui viviamo. Qualche buona lettura sul tema è fondamentale per poter rispondere ai dubbi dei tuoi come anche per poterli indirizzare verso studi affidabili.
  10. Hai del materiale informativo a disposizione? L'omosessualità, la bisessualità e la transessualità sono argomenti sui quali le persone eterosessuali solitamente non sono ben informate. Sarebbe opportuno avere a disposizione almeno una delle seguenti informazioni: un libro diretto alle famiglie, il numero di telefono di un referente del gruppo locale o nazionale delle associazioni di genitori di persone omosessuali o il nome di un consulente che possa affrontare la questione in maniera competente.

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Via | eHow (libero adattamento)
Foto | Purple Sherbet Photography

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