Omofobia liceo "Giulio Cesare" Roma, il sottosegretario all'Istruzione è contro i due insegnanti

Ecco cosa pensa il sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi, sulle vicende che hanno coinvolto il Liceo "Giulio Cesare" di Roma e i suoi insegnanti

Continuiamo a tenervi aggiornati sulla vicenda che ha coinvolto il liceo "Giulio Cesare" di Roma, non tanto perché non ci saremmo mai aspettati una reazione del genere da parte delle associazioni cattoliche Giuristi per la Vita e Pro Vita Onlus quanto perché la questione sta diventando a dir poco assurda.

Non possiamo capire, per esempio, come mai il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini si sia schierata a favore dei due insegnanti e il suo sottosegretario, invece, abbia recentemente rilasciato delle dichiarazioni che non possono assolutamente passare inosservate (anche se avremmo dovuto aspettarcelo dopo l'atteggiamento che aveva avuto sugli opuscoli dell'Unar).

Gabriele Toccafondi (Ndc, notate bene) ha sottolineato che

"sulla scuola qualcuno sta giocando una battaglia ideologica. L'appello che sto continuando a fare, che mi sento di dover rifare su questo episodio, è di non giocare, sulla pelle dei nostri ragazzi e dei nostri bambini, battaglie ideologiche. Il problema educativo, l'emergenza educativa del nostro Paese ha bisogno di molta attenzione e di molto lavoro, ma non ha assolutamente bisogno di queste battaglie".

Parole che vengono direttamente da Radio Vaticana e che una persona con un po' di coscienza critica non può leggere con indifferenza: da quando in qua, per esempio, far conoscere l'omosessualità - argomento tanto dibattuto ormai in televisione e non solo - significa "giocare sulla pelle dei ragazzi e dei bambini"? E se di "problema educativo" si deve parlare, vogliamo proprio capire come mai gli opuscoli dell'Unar siano stati bloccati, visto che tutto erano fuorché diseducativi.

Insomma, è come se il sottosegretario volesse rispondere alle nuove questioni sociali - che poi diventano "questioni di stato" solo in Italia, eh! - con assoluta ignoranza, precludendone alle nostre scuole la conoscenza. Certo, qui parliamo di un rapporto orale e non di chissà quale argomento di letteratura, ma ricordiamo che gli insegnanti hanno suggerito un libro - Sei come sei, premio Strega edito da Einaudi - e non un passo di quel libro.

Ma quale educazione?


gabriele toccafondi

Le dichiarazioni di Toccafondi non sono certo finite qui; il sottosegretario ha anche sostenuto che

"è l'articolo 30 della nostra Costituzione che mette al centro del rapporto educativo i genitori. È diritto-dovere di genitori istruire ed educare i figli. Quindi, è chiaro e ovvio, per quanto mi riguarda, che tutto ciò che entra nelle scuole deve essere prima rivisto, vagliato dal rapporto di fiducia educativo, che c'è da sempre tra i genitori e gli insegnanti".

Ma di quale educazione si parla? Se l'omosessualità esiste ab aeterno, è presente in natura e omosessuale è non poca parte della popolazione italiana, non è giusto parlarne in un luogo come la scuola? A nostro avviso, quello del rapporto orale è stato soltanto un pretesto bello e buono.

Via | Gayburg

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