Boy Scout non richiamano tra loro un 19enne dopo l'outing involontario

Il ragazzo ha denunciato la discriminazione dopo essere stato involontariamente vittima di un outing

Garrett Bryant ha 19 anni, vive in Arizona, ed è stato membro dei boy scout fin da quando aveva undici anni. Ha scoperto di essere omosessuali fin da ragazzino ma ha sempre tenuto tutti quanti all'oscuro proprio per non rischiare ritorsioni. Il mese scorso, però, il giovane ha incontrato il suo primo fidanzato, cambiando lo status su Facebook e specificando di essere impegnato in una relazione. A fare la gaffe è stato un suo amico, che, durante la notte, ha commentato "Oh buon per te amico! E lui come si chiama?"

Proprio quel "lui" è stato notato anche dagli amici scout di Garrett che non si è accorto del commento fino alla mattina successiva. E così, il leader di Camp Geronimo ha parlato con il ragazzo e gli ha comunicato che non sarà richiamato per la prossima estate proprio per via del suo post su Facebook che indicava la sua "omosessualità".

foto boy scout gay

Bryant ha così commentato l'accaduto:

"Ho visto la mia sessualità come qualcosa che volevo mantenere privata. Era la mia vita personale. Non avevo intenzione di condividerla con la BSA. Loro ne hanno fatto un problema proprio per la mia sessualità. Ero perfettamente sereno nel mantenermi riservato con gli scout. E' come se facessi una parte di una famiglia e fossi stato rinnegato da essa"

L'organizzazione dei Boy Scout, dopo un iniziale No Comment, ha poi specificato che non è stato ripreso da loro solo perché

"non soddisfa i requisiti per il ruolo"

Una notizia che arriva a distanza di pochi giorni dal licenziamento di un leader perché aveva fatto coming out.

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