Vent'anni senza Freddie Mercury, genio della musica e icona gay

Freddie Mercury non smetterà mai di essere una pietra miliare nell’olimpo della musica e un'icona per la comunità lgbt.

Freddie Mercury moriva il 24 novembre 1991 a Londra, per complicanze dovute all'AIDS. Moriva l'uomo e iniziava la leggenda, non solo musicale ma anche per la comunità gay di tutto il mondo. Come ebbe a scrivere william_nemo in occasione del doodle che Google dedicava al cantante per i 65 anni (che non ha mai compiuto) Freddie Mercury odiava le etichette, ma questo non gli vietava di presentarsi apertamente come omosessuale in un'epoca in cui non era così facile dirsi gay. Good Old Fashioned Lover Boy (del 1976) è uno dei primi brani della storia che parla esplicitamente di amore gay; ebbe la geniale trovata di girare il video I Want to Break Free (nel 1984) vestito da donna, insieme all'intero gruppo, scelta questa che venne vista come un vero oltraggio per una band rock come i Queen; il video di Living on my Own (siamo nel 1985 - in apertura di post) fu girato durante uno dei tanti festini queer organizzati da Freddie; non temeva di definire “marito” Jim Hutton, il suo ultimo compagno.

In occasione dell'anniversario della sua morte è triste notare come a Zanzibar, dove Freddie Mercury è nato, non c'è alcuna commemorazione ufficiale. Perché Freddie era omosessuale ed è morto di Aids e questo, ufficialmente, è “una vergogna” (in Tanzania l'omosessualità è ancora illegale). Ma non sarà la cecità mentale di alcuni a sminuire la grande di Freddie Mercury, tanto per la musica che per la comunità lgbt.

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