Cannes 2014, Più buio di mezzanotte: in concorso il film sulla vita di Fuxia

La pellicola è stata inserita nella 53. Semaine de la Critique. Ecco la trama e tutte le informazioni sul film

Cannes 2014 si terrà dal 15 al 23 maggio 2014 e sono sette i film in concorso: The Tribe - Myroslav Slaboshpytskkiy (Ucraina), It Follows - David Robert Mitchell (USA), Gente de Bien - Franco Lolli (Colombia), When Animals Dream - Jonas Alexander Amby (Danimarca), Hope - Boris Lojkine (Francia), Self Made - Shira Geffen (Israele) e Più buio di Mezzanotte di Sebastiano Riso. Ci siamo ancora noi in gara tra i film scelti da Charles Tesson, il direttore artistico della rassegna francese.

Un'occasione importante e interessante per l'Italia che viene insignita di un riconoscimento non scontato e lo fa attraverso un film che ha rischiato -ironia della sorte- di non vedere mai la luce. A raccontare questo viaggio lunghissimo di burocrazia e problematiche nate proprio per la realizzazione di questo progetto, sono gli altri protagonisti. Non quelli che potremo vedere sul grande schermo ma quelli che hanno lottato con le unghie e con i denti per portare a termine il proprio lavoro: gli sceneggiatori Stefano Grasso e Andrea Cedrola e il regista Sebastiano Riso. Sono stati necessari ben tre anni per poter dire "Ce l'abbiamo fatta". Ha iniziato a 27 anni a pensare a questa storia. Oggi, a trenta, ha finalmente visto il consenso e il responso più importante. Un festival internazionale.

Più buio di mezzanotte, la trama

più buio di mezzanotte

Ma di cosa parla la pellicola? Al centro della difficile storia c'è una vita vera, quella di Fuxia -alias Davide Cordova- che viveva a Roma e lavorava come drag queen nel celebre locale Mucca Assassina. Rinnegato dalla famiglia, aveva vissuto una difficilissima adolescenza, tra psicologi, medici, il padre impegnato a fargli prendere continuamente ormoni maschili. Fino a quando è stato cacciato di casa, a soli 14 anni, con la raccomandazione più inquietante da parte del proprio genitore alle forze dell'ordine: "Se lo trovate non mi avvisate, per me è morto". Un figlio rinnegato, un rapporto inesistente, rinnegato, rifiutato. La madre era quasi cieca e il padre preferiva fingere di non aver mai avuto un figlio piuttosto che dover ammettere alla gente, e a se stesso, che quel ragazzino effeminato era sangue del suo sangue. Ora Davide ha 46 anni, ha lasciato Roma ed è tornato a vivere in Sicilia. Una storia dura, non semplice da raccontare, in grado di emozionare e di far riflettere, di aprire gli occhi

Più buio di mezzanotte, le difficoltà di girarlo

Come già accennato, non è stato semplice riuscire a completare il film. Tre anni che hanno visto una serie di ostacoli e di casting. Ha trovato il protagonista adolescente che interpreta Davide in un liceo palermitano. E poi l'agonia: produttori che non sembrano voler produrre la pellicola, banche che creano problemi e sponsor che sembrano interessati ma poi paiono volersi tirare indietro e rinunciare. Ma alla fine, Riso non si arrende e riesce a completare il proprio progetto e a realizzare il proprio sogno come regista esordiente. Non è stato facile ma, forse, oggi, il sapore della vittoria ha un gusto più dolce che mai.

Sebastiano Riso, le parole del regista

Lo stesso Sebastiano racconta come è nato il concept, con la decisione e la fermezza assoluta di non voler raccontare un film buonista ma denso e ricco di particolari non obbligatoriamente sempre positivi. Ci sono momenti intensi e senza sconti:

Quando mi raccontò la sua adolescenza vissuta nella Catania degli anni Ottanta capii subito che quella storia senza redenzione aveva tutti gli elementi drammaturgici che mi interessavano. Il cinema italiano offre quasi sempre un'immagine caricaturale e rassicurante dell'omosessuale. E questo è ancora più triste quando a girare sono registi apertamente gay. Noi abbiamo voluto raccontare l'omosessualità senza ricorrere al buonismo, mettendo nel film anche i suoi aspetti più oscuri, ambigui e persino perversi, violenti e manipolatori. Più buio di mezzanotte è un film che dà voce a tutti coloro che vivono coraggiosamente lottando per affermare la loro identità non conforme"

Al centro della trama la storia di Davide ma soprattutto la famiglia inesistente del protagonista, personaggi che non riescono a mostrare affetto, sentimenti, che rifiutano e rifuggono fino al nucleo di persone care che nasce successivamente e artificialmente:

"La cosa che più mi colpisce è che in certe esistenze il concetto di famiglia è totalmente diverso da quello convenzionale. Il nostro Davide la famiglia l'ha trovata altrove, in un parco che è un bordello a cielo aperto popolato da una comitiva di sbandati. Il suo è un romanzo di formazione"

Via | Repubblica

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