L'angelo bastardo, Harold Norse

Per anni Harold Norse rimase lontano dall’America, preferendo vivere in paesi come l’Italia e la Francia; tuttavia "Santo carnivoro: poesie gay", pubblicate negli anni settanta, diventarono in America simbolo e voce del movimento omosessuale.

Chi ama gli autori della cosiddetta Beat generation, il nome di Harold Norse evoca passaggi importanti, momenti indimenticabili, apparizione che potremmo definire inaspettate. I suoi romanzi sperimentali, la sua autobiografia dal titolo alquanto emblematico di Memorie di un angelo bastardo e le sue poesie gay raccolte in Santo carnivoro (che ne fecero il primo, grande poeta del movimento omosessuale in America) sono le credenziali di tutto rispetto di un autore dal cuore vagabondo che lasciò presto l’America per l’Europa.

Gli anni cinquanta lo videro infatti prima in Italia, poi a Parigi dove scrisse il celebre Beat hotel. Le sue amicizie (ed amori) sono tutti nomi che hanno fatto la storia della letteratura di questi ultimi settant’anni, da Auden (che gli rubò anche il fidanzato, il famoso Chester Kallman) a Tennessee Williams, da James Baldwin a Anaïs Nin.

Harold-norse

Tuttavia nel 1968, Harold Norse, convinto di avere esaurito la sua vena europea, decise di ritornare a vivere negli Stati Uniti, stabilendosi definitivamente, dopo una breve parentesi a Venice in California, a San Francisco. Fu qui che lo scrittore mori ultranovantenne nel giugno del 2009.

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