L'omofobia costa l'1.7% del PIL, lo dice uno studio della World Bank Organization

Quanto costa l'omofobia a ogni paese? Fino all'1.7% del PIL

Quando abbiamo appreso dello studio firmato dalla World Bank Organization sul rapporto fra omofobia e PIL non credevamo ai nostri occhi e pensavamo fosse una forzatura: i fatti, però, non stanno affatto così, se considerate la serietà dell'ente che ha firmato la ricerca e le motivazioni addotte. L'omofobia, insomma, costa davvero l'1.7% del PIL a qualsiasi paese. Vediamo i dettagli, alla faccia di chi sostiene che la crisi economica è la necessità più urgente dello stato italiano e che i cittadini gay possono aspettare tranquillamente.

La World Bank Organization - che ha come obiettivo quello di ridurre la povertà nel mondo - ha spiegato che, investendo su politiche gay friendly e quindi estirpando l'omofobia, lo stato potrebbe guadagnare tra lo 0.1 e l'1.7% del PIL: questo perché nessuno si sognerebbe mai di ridurre lo stipendio agli omosessuali, consentire loro minore accesso all'educazione e attuare, insomma, tutte quelle politiche che, se non ci fossero, migliorerebbero notevolmente la qualità della loro vita (non parliamo solo di politica, ovviamente, visto che, prima di ogni altra cosa, la discriminazione parte dalla società e non dallo stato).

Politiche gay friendly per il PIL


mano di due uomini

Con questo non vogliamo dire assolutamente che si debbano approvare politiche gay friendly per aumentare il PIL - sarebbe riduttivo e a dir poco squallido, oltreche ingiusto -: è curioso notare, però, che i governi e i parlamenti si nascondono dietro alla crisi per non approvare matrimoni e unioni gay, quando politiche orientate in tal senso potrebbero risolvere in parte i problemi del momento.

PS. Intanto, i cento giorni entro i quali le unioni avrebbero dovuto essere approvate dal governo Renzi sono passati e il governo non ha neanche iniziato a parlarne.

Via | Wired.it

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