Trascrizioni delle nozze gay: il Tribunale di Grosseto conferma la propria decisione

Il Tribunale di Grosseto conferma la propria decisione di ritenere pienamente legittima la trascrizione del matrimonio celebrato all’estero da persone omosessuali.

Il Tribunale di Grosseto, con una decisione del 17 febbraio resa nota solo in queste ore, è tornato ad affermare la necessità della trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero da persone dello stesso sesso. Come ricorderete ad aprile scorso il Tribunale di Grosseto aveva obbligato il comune a trascrivere nel registro di stato civile il matrimonio che due italiani hanno celebrato a New York. La Corte di Appello di Firenze aveva, poi, annullato per questioni di procedura la precedente decisione dello stesso Tribunale che ammetteva la trascrizione. Ora il Tribunale, chiamato a pronunciarsi nuovamente, ha ritenuto di non cambiare alcunché rispetto alla propria pronuncia di aprile 2014.

I giudici riconoscono che non esiste nel nostro ordinamento alcuna norma che impedisca a persone dello stesso sesso di unirsi in matrimonio: neppure l’articolo 29 della Costituzione che fa riferimento alla società naturale fondata sul matrimonio può essere interpretato a favore della famiglia tradizionale formata da uomo e donna poiché, per i giudici grossetani, anche l’unione omosessuale deve essere intesa come “formazione sociale spontanea” e dunque si presenta con caratteristiche altrettanto naturali quanto l’unione fra un uomo e una donna.

Stando al parere dei giudici le norme di diritto internazionale costituiscono l’ordine pubblico internazionale e consentono di considerare legittimo il matrimonio fra persone dello stesso sesso.

In precedenza la Corte di Cassazione aveva detto che il matrimonio contratto all’estero da due persone è valido ed esistente ma, in mancanza di un intervento del legislatore italiano, non produrrebbe effetti nel nostro ordinamento. Ora i giudici di Grosseto compiono un passo in avanti: non trascrivere i matrimoni fra persone dello stesso sesso si tradurrebbe nel mancato riconoscimento di uno status acquisito validamente all’estero e che l’individuo ha il diritto di veder riconosciuto questo status, anche se da questo diritto non possa sorgere quel complesso di diritti e doveri che costituiscono il rapporto matrimoniale.

Commenta la Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI:

Anche se in Italia non è riconosciuta la validità del matrimonio fra persone dello stesso sesso, costituisce un diritto degli individui quello di poter dare pubblicità nel nostro ordinamento allo stato di coniugi acquisito validamente all’estero.

Con buona pace di Alfano e della sua circolare.

Via | Comunicato Stampa

Il tribunale di Grosseto ordina al comune il riconoscimento di un matrimonio gay


Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci

10 aprile 2014

Il tribunale di Grosseto ha accolto il ricorso di due italiani (l’architetto Giuseppe Chigiotti e il giornalista del Corriere della Sera, Stefano Bucci) che si sono sposati a New York nel dicembre del 2012, ordinando la trascrizione del loro matrimonio: si tratta di una novità assoluta nel panorama della giurisprudenza del nostro Paese. Stando il giudice, nel Codice Civile "non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie" al matrimonio.

La coppia aveva deciso di fare ricorso quando l’ufficiale di stato civile del comune di Grosseto si era rifiutato “"di trascrivere nei registri di stato civile l'atto di matrimonio”. Secondo l’ufficiale di stato civile, infatti, non era possibile procedere a tale trascrizione, dal momento che la legge italiana “non consente che persone dello stesso sesso possano contrarre matrimonio”. Di parere diametralmente opposto, invece, il tribunale di Grosseto che, ordinando la trascrizione nel registro di stato civile, ha così motivato:

non è previsto, nel nostro ordinamento, alcun ulteriore diverso impedimento derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all'estero.

Inoltre, il tribunale ha sottolineato che la trascrizione

non ha natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé.

Grande soddisfazione hanno espresso i due uomini che hanno commentato

Se siamo ricorsi alla giustizia, è solo perché non abbiamo fiducia nella classe politica italiana: sappiamo che in Italia non sarà mai possibile. Ci sono politici gay, perfino sposati, che non dichiarano la loro omosessualità, e che magari sono sposati all'estero.

Per Sergio Lo Giudice, senatore PD e già presidente nazionale di Arcigay, ha commentato: “È un precedente unico per il nostro Paese: è la prima volta che un matrimonio gay viene riconosciuto in Italia”. Anche Aurelio Mancuso esprime la propria soddisfazione: “Finalmente a una coppia di persone dello stesso sesso è stato riconosciuto in Italia il matrimonio contratto all'estero”.

Via + foto | Il Tirreno

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 353 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO