Montague Summers, l'uomo che voleva essere "reverendo"

Letterato, studioso e soprattutto gran eccentrico, Montague Summers decise di convertirsi al Cattolicesimo e fregiarsi, solo perché lo desiderava, del titolo di reverendo. Peccato che la Chiesa di Roma non ne sapesse nulla.

Eccentrico, imponente ed omosessuale, Montague Summers ad un certo momento della sua vita, dopo una lunga militanza nella Chiesa anglicana di cui aveva preso solo gli ordini minori (le sue chiacchieratissime passioni non erano certo buone credenziali) ed una tarda conversione al cattolicesimo (di cui in realtà non fece mai parte), decise così dalla sera al mattino di fregiarsi per puro ed assurdo capriccio del titolo di reverendo. Del resto la sua figura bizzarra e massiccia sotto il gran cappello a tesa larga ed il sottanone scuro che ondeggiava ad ogni passo era ben nota nei circoli culturali di tutta l'Inghilterra.

La sua profonda conoscenza del latino (per anni lo insegnò nelle scuole più prestigiose) ed i suoi poemi omosessuali ispirati all' antica Grecia ne avevano fatto un letterato di tutto rispetto, membro della celebre ed onnipotente  Royal Society of Literature. Ma le sue velleità non finivano certo qui.

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Membro fondatore dell'ordine di Cheronea (una società segreta omosessuale) ed amante dell'occultismo, Summers si dedicò con passione, oltre alle tante agiografie, anche allo studio della stregoneria e del vampirismo, aprendo, tra un approfondimento e l'altro, vergati sempre con un stile vistosamente arcaico, la strada anche alla riscoperta del romanzo gotico di cui era un ferventissimo ammiratore.

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