Intervista a Fabio Morici, ideatore della campagna #RightsAddict

Fabio Morici è l’ideatore della campagna #RightsAddict: grazie ai suoi video molti “veterosessuali” stanno rivedendo le proprie posizioni bigotte.

Fabio Morici è diventato un amico di Queerblog e del mondo LGBT in generale con la sua intelligente campagna #RightsAddict che vuole combattere i pregiudizi dei veterosessuali. I suoi video in rete sono diventati un vero e proprio cult, sia quelli ironici con i quali ha iniziato che quelli in cui legge alcuni passaggi del libro Le cose cambiano. Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo posto delle domande su alcuni aspetti della sua campagna ma anche sul suo impegno in prima persona per la difesa dei diritti umani delle persone LGBT.

Recentemente hai incontrato le classi del Liceo Socrate di Roma come testimonial per “Le cose cambiano”. Ci puoi raccontare come è andata? Cosa ti aspettavi? Cosa hai trovato?
L’incontro è stato emozionante. Poter agire in prima persona, in modo diretto e su un target così importante e delicato, mi riempie di soddisfazione. E mi responsabilizza ulteriormente. Abbiamo trovato delle classi molto attente e interessate. C’è stata una bella e lunga lezione della professoressa Anna Silvia Bombi, della Facoltà di Psicologia e Medicina della Sapienza, con tanto di slide e video. Per quanto riguarda la campagna #RightsAddict, ho parlato dei contenuti che cerco di veicolare, di diritti e di identità. Ho mostrato due dei video ironici, ma anche una delle videoletture dal libro “Le cose cambiano”, e ho letto alcuni passaggi dei blog che scrivo sul loro sito. E tutto è stato ben accolto, sia le cose divertenti, sia quelle più dolorose. Il 10 aprile avrò un secondo incontro, con l’Istituto Tecnico De Amicis (sempre a Roma). Ho accettato subito la proposta di replicare, perché questo progetto nelle scuole è molto importante. Un futuro migliore si costruisce partendo da chi ancora ha la mente disposta all’apertura.

Quando hai iniziato la tua campagna per i “veterosessuali” ti aspettavi che venisse così ben accolta?
Assolutamente no! Ho iniziato per un mio sfogo personale, stanco dei discorsi vuoti e ottusi che sentivo in giro. Ma credevo che non sarebbe interessato a nessuno, che agli etero sarei sembrato patetico e agli LGTB un intruso. Certo, pensavo che il primo video dicesse cose intelligenti e fosse divertente, perché un minimo di autocritica la so fare! Però, ecco, che il messaggio passasse non ci speravo. E invece è passato e come! Ed è stato l’entusiasmo stesso di chi ha visto i video, i messaggi che ho ricevuto, i commenti, gli articoli, che mi hanno convinto a continuare. Fino ad arrivare all’impegno diretto, come nel caso delle scuole.

Intervista a Fabio Morici, ideatore della campagna #RightsAddict

Puoi raccontarci di qualche reazione particolare ai tuoi video?
Un mio amico mi ha raccontato di averli fatti vedere a sua suocera, una persona molto molto bigotta. Lei non ha riso, ovviamente. Ma neanche sapeva come obiettare. È andata via turbata, così mi ha riferito il mio amico. E credo che turbare un po’ le rassicuranti certezze di un bigotto, sia una grande vittoria. La prova che i video funzionano. Un altro successo è vedere come le persone che mi conoscono, quando mi incontrano, ultimamente, parlano spesso di questi argomenti. Mi dicono che hanno visto quel servizio, o letto quell’articolo. Mi postano cose relative agli argomenti. Insomma, la campagna fa esattamente quello che una campagna dovrebbe fare: portare all’ordine del giorno un argomento importante.

Come nasce un tuo video per la campagna #RightsAddict? In base a cosa scegli il tema da trattare?
Mi sono sorbito una quantità estenuante di discorsi di politici e di gente che conosco. Mi hanno regalato una quantità preziosa di argomentazioni da smontare. Sono partito con un caposaldo, come la “natura” e sono andato poi a sbobinare le registrazioni nella mia testa per cercare tutte le argomentazioni vuote che avevo memorizzato. Nei video attacco quelle che considero più illogiche. La facilità con cui riesco a smontarle è disarmante. Quando si tratta un qualunque argomento, che si abbia un’idea o un’altra, si spera sempre di trovare argomentazioni contrarie stimolanti. E invece, su questi temi, le argomentazioni contrarie che trovo sono soltanto deprimenti. È un gioco da ragazzi vincere un dibattito contro certe tesi. Quasi mi sento in colpa. Come se stessi “sparando sulla Croce Rossa.”

Qui aggiungo una mia considerazione: Fabio Morici ha ragione quando afferma che le argomentazioni addotte da quanti sono contrari ai diritti umani delle persone LGBT sono risibili ed è per questo che per noi è ancora più frustrante vedere come queste motivazioni inconsistenti alla fine l’abbiano sempre vinta e noi continuiamo a essere sempre più discriminati… Ma torniamo all’intervista, con un’ultima domanda.

Ultimamente hai lanciato anche l’iniziativa “#RightsAddict, un supereroe in difesa dei diritti”. Lucio Dalla ne Gli eroi di cartone però canta: “Che mondo sarà se ha bisogno di chiamare Superman?”. Che mondo è il nostro, secondo te, che per la difesa dei diritti umani sembra fare sempre meno?
Nella campagna #RightsAddict, i supereroi si mostrano in quanto “diversi” e quindi diventano simbolo dell’accettazione. Non arrivano in soccorso, ma chiedono di essere integrati, di poter essere se stessi. Di non aver bisogno di una doppia identità. Ecco perché li ho scelti come testimonial della campagna. Ma nell’altro senso, Dalla ha ragione: il nostro mondo purtroppo ha sempre più bisogno di supereroi, perché è sempre più diviso, slegato. Hanno tutti paura non solo del diverso, ma anche del vicino. Non lo vediamo solo nelle tematiche che affronto nella campagna. Si torna a volersi escludere invece che includere. A volersi isolare, barricare. Usciamo dall’Europa, usciamo dall’euro. E poi usciamo dall’Italia, dichiariamo l’indipendenza della regione... Ma poi? Si arriverà a chi vuole l’indipendenza di una provincia dalla regione, di un comune dalla provincia? Torniamo alle città con le mura di cinta? La storia ci ha mostrato una lotta per l’unità, per l’aggregazione. Una lotta difficile e dolorosa. E ora si sta tornando indietro. Bisogna bloccare questo movimento al contrario il prima possibile.

Spiderman per la campagna #RightsAddict

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