La settimana queer tra vittorie importanti e omofobia dei fondamentalisti religiosi

La prima settimana di aprile 2014 ha visto un’importante vittoria per i diritti delle persone LGBT in Russia.

In questa prima settimana di aprile 2014 ci sono alcune notizie queer che vale la pena ricordare.

Ci sono state delle vittorie importanti: quella che senza dubbio ha fatto il giro del mondo è stata la decisione di una Corte russa che ha dichiarato illegale il divieto imposto al Pride. È vero che c’è una legge che vieta la propaganda omosessuale, dicono i giudici, ma è altrettanto vero che la libertà di espressione è un diritto che non può essere tarpato. Secondo gli attivisti russi le famigerate leggi antigay che vigono nel loro paese non hanno una solida base legale e ben presto verranno dichiarate nulle dai magistrati.

Altra vittoria, se così possiamo chiamarla, è quanto è avvenuto in Belgio dove tutto il Parlamento si è stretto intorno al premier Elio Di Rupo che era stato bollato come pedofilo da un parlamentare: l’indignazione è stata forte e i deputati e le deputate hanno lasciato l’aula per protesta. Sempre tra le vittorie possiamo annoverare il video della Honey Maid in cui risponde, con educazione e passione, all’omofobia dei cristiani fondamentalisti americani.

Le dimissioni del CEO di Mozilla, ritenuto omofobo, sono giudicate in varia maniera: da un lato molti le ritengono giuste, dall'altro, soprattutto negli USA, si parla della longa manus della mafia gay. Anche il discorso di Martin Schulz in cui fa capire che è favorevole al taglio degli aiuti umanitari ai paesi che approvano leggi omofobe non è ben visto da tutti. Fa invece ben sperare la possibilità che in India l'omosessualità venga depenalizzata.

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In Italia, purtroppo, la situazione non è tutta rose e fiori e la laicità dello stato va sempre più a farsi benedire, come dimostra la decisione del Ministero dell’istruzione di ritirare i libretti antiomofobia distribuiti dall’UNAR. Sempre la “stampa gay”, come la definiscono alcuni, è stata al centro di un boicottaggio da parte di alcuni cattolici organizzati che hanno acquistato in massa diversi testi per evitare che altri li possano leggere. In quest’ottica di omofobia collochiamo anche le farneticazioni della suora statunitense che sostiene che chi pratica il sesso solitario diventa gay: si sarà resa conto la sorella della stupidaggine enorme che ha detto?

Niente coming out questa settimana, anche se c’è stata una precisazione: Tom Daley ha detto di essere gay, correggendo in parte il coming out che aveva fatto qualche mese fa quando si era dichiarato bisessuale.

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