Susanna Tamaro vive con una donna, ma non fa sesso

In Francia, in America e in Austria hanno - o hanno avuto - scrittrice lesbiche, che rivendicavano i loro rapporti e vivevano con orgoglio la loro condizione. Noi, più modestamente, abbiamo Susanna Tamaro, che vive da 18 anni (diciotto!) insieme a una donna, cui la lega una "amicizia amorosa", ma non il sesso.

Ora: massimo rispetto per una donna che sceglie di rivelare a un settimanale (Vanity Fair) un aspetto così privato della sua vita, contribuendo in parte all'obiettivo della visibilità ed esponendosi anche alle eventuali ritorsioni di un pubblico, quello cattolico, che da anni la segue. Certo, la coincidenza con l'uscita del suo ultimo libro è quantomeno sospetta, ma preferisco sorvolare.

C'è però un retaggio comune, che lega in un fil rouge i coming out degli "intellettuali" italiani, da Franco Zeffirelli alla Tamaro. L'ansia di sottolineare che essi "non sono omosessuali" e che detestano le definizioni.


«Ma non sono omosessuale. Magari lo fossi: in quel caso la mia vita sarebbe sentimentalmente completa. Il fatto è che per essere omosessuale dovrei provare qualche istinto saffico che non mi risulta di avere. E comunque odio le definizioni: omosessuale, eterosessuale...».

Rispetto quindi la Tamaro - e la sua amica, Roberta, che rimane sullo sfondo di questa vicenda - però penso che in Italia la civiltà (e la normalità) sia ancora molto lontana.

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