Intervista a Lorenzo Lupoli

Per capire quanto sta accadendo in Lombardia, come intendendo muoversi le associazioni omosessuali ho contattato Lorenzo Lupoli (foto), neo presidente di Arcigay Cremona.

Cosa intende fare a livello locale, come lavorerà con gli altri presidenti di circoli analoghi lombardi, ce lo racconta nell’intervista che segue.

Dopo la garrotta dell’assessore Prosperini, il provvedimento preventivo di Roberto Alboni. Insieme agli altri presidenti lombardi di circoli Arcigay, cosa intendi fare contro questa crescente omofobia?
Ritengo che Arcigay Lombardia debba continuare sulla strada tracciata dal nostro ultimo documento diffuso. Le recenti prese di posizione omofobe e razziste non ci sorprendono, perchè provengono da personaggi già noti per un background socio-culturale di questo genere. Penso non bisogna assolutamente sottovalutarle perchè comunque gravi e inaccettabili, ma il nostro lavoro continua senza timori ne remore come è stato fatto fino ad ora.

Il prossimo convegno nazionale di Arcigay si terrà a Milano. A livello lombardo, cosa ancora si deve fare?
A livello lombardo la situazione non è molto diversa da altre realtà. La società reale è più avanti di chi la rappresenta nelle stanze del potere, e questo significa che anche Arcigay sta ottenendo buoni risultati sul fronte della sensibilizzazione e dell'informazione sulle tematiche lgbtq nonostante ci sia ancora tanto da fare. Purtroppo, a livello politico-istituzionale la strada è più in salita. Il problema della rappresentanza è molto forte, credo che per quest aspetto Arcigay possa e debba fare molto nel formare cittadini pronti e preparati per le sfide che la politica ci lancia.

Domanda, politicamente scorretta. Molti omosessuali, soprattutto lombardi, hanno votato a destra. Davanti a certe esternazioni del suddetto schieramento politico, cosa ti senti di dire a tutti questi elettori (per favore evita spot elettorali per la sinistra-appendice del Vaticano)?
Al popolo lgbtq che vota a destra posso dire che sbaglia, non perchè non è di sinistra, ma perchè oggi in Italia per ragioni storiche i liberali contano poco, paradossalmente ancora meno nel centro-destra.
Detto questo c'è un grandissimo equivoco di fondo nella politica italiana: il bipolarismo è una farsa, il centro clericale c'è ed è molto più forte di quanto sembra e ne è la dimostrazione il fatto che nei nascenti partiti "pigliatutto" di centro-destra e centro-(sinistra) la difesa della laicità dello Stato, ad esempio, è debole se non addirittura inesistente. Le forze libertarie quindi devono organizzarsi diversamente, io chiaramente lo sto facendo nel mio campo, cioè a sinistra del neo Partito Democratico, ma non ho la presunzione di dire che sia la sola strada possibile.

Sei il presidente di una piccola città, Cremona. A livello locale, per la tua esperienza, gay e lesbiche sono parte attiva del movimento omosessuale?
Mi piacerebbe rispondere si punto. Purtroppo non è sempre così, anzi. C'è un ottimo gruppo che lavora costantemente, ma a volte non basta perchè bisognerebbe che tutti e quindi ognuno singolarmente, con i mezzi che ha ci mancherebbe, desse un contributo maggiore per le nostre battaglie. Questo sarebbe di per sè un gran risultato perchè la storia ci insegna che nessuno ti regala niente, dunque anche per i nostri diritti dobbiamo essere noi per primi a combattere. Lavoreremo sicuramente anche su questo aspetto della partecipazione.

Solitamente è più facile fare coming out nelle grandi città. In realtà più piccole, qual è l’età media degli iscritti al vostro circolo? Cosa cercano? Come vivono la propria omosessualità?
Nella nostra realtà sono presenti un po’ tutto le generazioni che hanno vissuto e stanno vivendo il movimento omosessuale. Questo è molto positivo perchè ci sono punti di riferimento differenti e questo permette che nessuno possa sentirsi escluso quando si avvicina e vuole entrare nell'associazione. La richiesta più diffusa infatti è sicuramente quella dell'aggregazione e quindi è un nostro dovere cercare di soddisfare al massimo questo tipo di esigenza. Subito dopo però non bisogna dimenticare che l'aspetto politico-culturale è fondamentale per Arcigay e per questo lavoriamo anche i quella direzione, cercando di organizzare iniziative che coniughino entrambi gli aspetti.

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