
Aveva 32 anni ed era brasiliana e ne parliamo al femminile, anche se le cronache scrivono “un trans” o peggio “un viado“. È stata trovata morta un paio di sere fa a Ciserano, vicino a Zingonia, in provincia di Bergamo.
Non si sa ancora chi abbia ucciso Frank Rollon - questo era il suo nome - ma che si tratti di un delitto ormai sembra assodato. L’autopsia del cadavere non ha rivelato segni di violenza, ma gli investigatori sospettano un soffocamento.
Non è la prima volta che viene commesso un omicidio in quella zona, a quanto pare frequentata da trans, prostitute e marchettari. In occasione di questo delitto Cives Arcigay Bergamo ha denunciato
la disumanità con la quale la stampa lo racconta sbrigativamente come un fatto di cronaca “maturato in ambienti transessuali”, senza pietà per la vittima, senza rispetto per lei che, pur essendo una prostituta, è e rimane una persona.
Omicidi del genere avvengono con troppa frequenza in tutto il mondo e spesso anche in Italia: forse cominciare a parlarne con la pietà dovuta alla vittima potrebbe essere uno dei modi per combattere il clima di odio e di disprezzo che spesso avvolge le persone transessuali.
Angel82
06 nov 2011 - 16:53 - #1Io quando facevo l’interprete in tribunale ricordo gli avvocati freschi di laurea in Cattolica, super ciellini che stizziti si rivolgevano con forma maschile ed io impeterrito traducevo usando la forma femminile..
enduzzo
06 nov 2011 - 19:01 - #2“è e rimane una persona” troppo spesso ci si dimentica di qs…