
Il possibile candidato repubblicano alle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti - si voterà a novembre 2012 - è un fiero avversario dei diritti gay e lo ha dimostrato una volta di più. Il super-conservatore Rick Perry, il preferito dai militanti del cosiddetto Tea party, durante l’incontro con un gruppo politico pro-life, ha plaudito agli sforzi di cancellare il matrimonio gay nel New Hampshire.
Secondo Perry, che si vuole qualificare come un candidato in difesa della vita, contro l’aborto e contro le nuove famiglie - innanzitutto quelle composte da due uomini o due donne - “in quanto conservatori crediamo nella santità della vita. Crediamo nella santità del matrimonio tradizionale”.
Sembra incredibile che si debbano ancora ascoltare frasi del genere alla fine del 2011, eppure basta guardare la foto con Perry che brandisce una pistola per capire che genere di elettorato può essere sensibile a questi richiami, uniti alla sirena del taglio delle tasse: populismo, bigottismo e demagogia, una miscela esplosiva che porterebbe l’America nel baratro. Forse dovrebbero chiedere consiglio a noi che abbiamo già sperimentato questa medicina.
Marcello Mori
31 ott 2011 - 09:07 - #1Penso che ora sia indietro nei sondaggi, dietro a Romney e a Cain.
brokenheart
31 ott 2011 - 12:02 - #2Va be’ ma Perry difficilmente riuscirà a spuntarla sugli altri candidati repubblicani proprio per i suoi estremismi e populismi. Certo che è buffo questo diverso modo di vedere di essere conservatori, visto che ad esempio l’inglese Cameron in quanto conservatore è a favore dei matrimoni gay.