Licenziato perché gay: e fa causa al datore di lavoro

La notizia arriva dagli Stati Uniti: licenziato perché omosessuale, decide di fare causa al proprio capo

Al centro di questa vicenda un cameriere che lavorava in una sede, in Iowa, della Casey’s General Stores. La vittima di omofobia è stato un ragazzo di 22 anni più volte al centro di discriminazione da parte del proprio capo. E, al culmine di questo comportamento, il licenziamento perché "Sei gay e imbarazzi i clienti".

Wayne è giovane ma è già sposato con il suo compagno (nello Stato è possibile). Nonostante ciò, se gli altri colleghi potevano ricevere le fidanzate o le mogli anche solo per un veloce saluto nel locale pubblico, a lui questo diritto era vietato. Al partner era proibito passare.

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Il ragazzo ha poi continuato, raccontando il clima pesante all'interno del locale:

“In più di un’occasione, mi raccomandava di non mettere a disagio i clienti con il mio atteggiamento effeminato. E mi tempestava di commenti offensivi”.

E così, dopo aver sopportato tutti questi soprusi, Wayne ha deciso di ribellarsi dopo aver ricevuto anche una lettera di licenziamento. Ha quindi deciso di raccontare pubblicamente il suo caso e di fare causa al proprio datore di lavoro a causa della sua decisione immotivata, chiedendo anche un risarcimento.

Una storia che mostra come, anche in Paesi dove i diritti Lgbt sono riconosciuti, basti un semplice boss omofobo per ritrovarsi a vivere nel peggiore degli incubi quotidiani.

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