Uganda: ergastolo per i gay, firmata la legge dal Presidente Yoweri Museveni

Pessimi aggiornamenti dall'Uganda: carcere a vita per gli omosessuali

A gennaio 2014 sembrava che Yoweri Museveni avesse cambiato idea e deciso di non firmare più la legge che avrebbe condannato, in Uganda, gli omosessuali all'ergastolo. Una scelta che aveva, in parte, rassicurato i gay del Paese e anche l'Occidente. Certo, i motivi erano assurdi e di stampo omofobo: la pena non doveva essere il carcere perché era necessario, invece, guarirle:

"La questione al centro del dibattito sull’omosessualità riguarda il seguente punto: come dobbiamo comportarci con una persona anormale? La uccidiamo? La mettiamo in carcere? O, al contrario, ce ne occupiamo? Non si può definire anomalo un orientamento sessuale alternativo. Potrebbe essere che le società occidentali, per via del loro disordine sessuale, abbiano generato diverse persone anomale"

Il presidente dell’Uganda firmerà la legge antigay

Tutto, però, è cambiato pochi giorni fa quando i medici del ministero della sanità ugandese hanno consegnato un rapporto al Presidente Museveni, ribaltando il concetto di malattia (già folle):

non è una malattia, ma soltanto un comportamento anormale che può essere appreso tramite l’esperienza. L’omosessualità ha serie conseguenze per la salute della popolazione e quindi non deve essere tollerata”

A questo punto, la tesi sostenuta dal politico è immediatamente stava rivista. Non sarebbe più un problema da curare ma semplicemente qualcosa da condannare, da evitare e impedire. E così, l'uomo ha prontamente firmato la legge che condanna ogni omosessuale all'ergastolo e che impone anche di fare i nomi di eventuali gay per non essere accusati di complicità. Impossibile parlare anche apertamente di omosessualità, divieto di mostrare persone in tv vestite in modo "ambiguo" e un controllo monitorato dei contenuti trasmessi e recuperabili via web.

Immediato il duro commento degli Usa alla notizia che hanno annunciato che

avvieranno una revisione interna delle relazioni con il governo ugandese in linea con le nostri politiche anti-discriminatorie e i principi che riflettono i nostri valori

Via | Repubblica

  • shares
  • Mail