L'accenno ai diritti civili da parte di Matteo Renzi durante la fiducia al Senato

Niente di nuovo sotto il sole per quel che riguarda i diritti civili in Italia: Matteo Renzi invoca il compromesso.

Durante il suo discorso per chiedere la fiducia al Senato, il premier Matteo Renzi ha parlato (anzi: ha accennato) anche ai diritti civili, con quel suo fare che ormai ben conosciamo. Renzi ha iniziato raccontando una cosa che gli è accaduta oggi:

Oggi una mia amica mi ha scritto: «Se devi approvare una forma di unioni civili che non sia quella che vogliamo noi, allora non approvarla». No, non è così: sui diritti si fa lo sforzo di ascoltarsi, di trovare un punto di sintesi. Questo è un cambio di metodo profondo.

Qui sono partiti gli applausi del Partito Democratico e di vari altri gruppi, tra cui quello delle Autonomie. Poi Matteo Renzi ha continuato, presentando quella che secondo lui è la strada per raggiungere una piena parità tra tutti i cittadini e le cittadine italiane:

Sui diritti si fa lo sforzo di trovare un compromesso anche quando questo compromesso non ci soddisfa del tutto. Ci ascolteremo reciprocamente, ma la credibilità su questo tema sarà il punto di caduta di un'intesa possibile, che già è stata costruita nel corso di questi giorni. Lo vedremo. Sostenere, però, che l'identità è il contrario dell'integrazione significa fare a pugni con la realtà, significa prendere a botte il niente.

L'accenno ai diritti civili da parte di Matteo Renzi durante la fiducia al senato

Siamo alle solite: non che ci aspettassimo qualcosa di diverso da un premier che ha risolto le “pari opportunità” semplicemente cancellando il ministero. Da quando è che si parla di compromesso? Di ascoltare le ragioni gli uni degli altri? Guarda caso, le nostre ragioni non vengono mai ascoltate: chissà come mai!

Chiosa Flavio Romani, presidente di Arcigay:

Indicare il compromesso tra i poli delle larghe intese su temi su cui nemmeno all'interno del solo Partito Democratico si è mai riusciti a trovare un accordo è evidentemente una favola, rivelatrice dell'ennesima trappola per le persone lgbt. Il compromesso su questi temi, tra l'altro non solo non è possibile ma non è nemmeno auspicabile, perché qualsiasi approssimazione rispetto alla totale parità tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali conterrebbe in sé la negazione del diritto pieno.

Inviterei Matteo Renzi a riflettere sulle ultime parole del suo discorso in Senato, in cui afferma che l'Italia non è il fanalino di coda dell'Europa e che la possibilità di cambiare è reale: le premesse non fanno certo ben sperare.


L'idea che il futuro dell'Italia non sia quello di essere il fanalino di coda dell'Europa, che il futuro dell'Italia non sia stare a lamentarsi e piangere dalla mattina alla sera, che il futuro dell'Italia non sia semplicemente raccontarci come le cose vanno male o perché non ci fanno lavorare. Il futuro dell'Italia sta nelle qualità, nel genio, nell'intelligenza e nella curiosità di ciascuno di noi. Noi siamo assolutamente certi che, mettendo tutti noi stessi in questa sfida, la possibilità di cambiare è reale, concreta e immediata, purché ciascuno di noi viva il futuro non come un'incognita e purché ciascuno di noi sappia che è il tempo del coraggio e che questo tempo del coraggio non esclude nessuno e non lascia alibi a nessuno.

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