Il primo indice mondiale sull’inclusione nelle Forze Armate di persone LGBT

Il Centro Militare di studi strategici dell'Aia ha stilato un indice sulla presenza di persone LGBT negli eserciti di tutto il mondo.

Il primo indice mondiale sull’inclusione nelle Forze Armate di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali colloca l’Italia al quarantaduesimo posto, a pari merito con la Polonia, su un totale di centotre paesi.

L’indice è stato realizzato dal Centro Militare di studi strategici dell'Aia ed è stato stilato tenendo in considerazione cinque criteri: inclusione, accettazione, tolleranza, esclusione e persecuzione delle persone LGBT. La top ten è così composta:


  1. Nuova Zelanda

  2. Olanda

  3. Regno Unito

  4. Svezia

  5. Australia

  6. Canada

  7. Danimarca

  8. Belgio

  9. Israele

  10. Francia e Spagna (pari merito)

Bacio-gay-soldato

In ultima posizione troviamo ultimi invece Siria (101), Iran (102) e Nigeria (103). Gli Stati Uniti d’America si piazzano al quarantesimo posto: non dimentichiamo che Washington, anche se è stato abrogato il Don’t Ask, Don’t Tell, continua a considerare le persone transessuali come malate e quindi le dimette.

Joshua Polchar, analista del centro che ha elaborato l’indice, afferma:

La maggior parte degli studi si concentra sull’impatto negativo della presenza delle persone omosessuali nelle Forze Armate. Il nostro studio, invece, ci è stato commissionato dal ministero olandese della difesa, il primo ad accettare gay nelle sue fila da quarant’anni e abbiamo così voluto aprire il dibattito sugli aspetti positivi di questa presenza. Non dimentichiamo che l’Esercito, in genere, è abituato alla diversità, sia essa di razza, religione o genere.

L’indice mette in evidenza come non si tratti solo di un problema di diritti umani:

Le Forze Armate del secolo XXI hanno bisogno di reclutare persone in base al loro talento e alle loro abilità e non certo in base al loro orientamento sessuale. È lampante che una persona che appartiene al collettivo LGBT lavorerà meglio se si sente accettata e non dovrà nascondere il proprio orientamento sessuale.

  • shares
  • Mail