Claude Cahun, dalla fotografia alla resistenza francese

Il suo talento ha creato immagini fotografiche che hanno cercato di andare oltre la distinzione del genere maschile o femminile, il suo coraggio l'ha portato invece a sfidare, in prima persona ed insieme alla compagna, l'occupazione tedesca.

Dietro il nome d' arte di Claude Cahun (1894-1954) si nasconde quello di Lucy Renee Mathilde Schwob. Un'artista che con le sue opere fotografiche, i suoi scritti, la sua resistenza caparbia ed orgogliosa all'invasione tedesca ha lasciato un'impronta importante nella storia della cultura non solo francese.

Il suo desiderio di oltrepassare le linee di demarcazione tra i generi la portarono giovanissima a sperimentare con l'arte della fotografia, creando una serie di celebri autoritratti dove il genere sessuale sfuma, perde quella sua identità vincolante. Quel suo ruolo che in alcuni casi può diventare addirittura asfissia. Legatasi alla sorellastra Suzanne Malherbe (nota al pubblico come Marcel Moore), la Cahun sempre più ammirata dall'intellighenzia francese, strinse amicizie importanti, prima fra tutte quella di André Breton, fondatore del movimento surrealista.

La sua adesione al Surrealismo diede il là a nuove, entusiasmanti sperimentazioni non solo nell'arte della fotografia, ma anche della scrittura. L'invasione tedesca di Parigi, tuttavia costrinse le due donne a rifugiarsi sulla isola di Jersey. Un fuga breve, visto che anche le isole della Manica vennero occupate dai tedeschi. Iniziò allora una resistenza attiva e coraggiosa. La Cahun e la compagna cominciarono a frequentare i raduni nazisti, distribuendo non viste, ai soldati volantini disegnati da loro stesse. Atti temerari che causarono prima il loro arresto poi la condanna a morte che fortunatamente non venne mai eseguita. Tuttavia la vita di prigione, i maltrattamenti subiti minarono definitivamente la salute della grande fotografa che si spense nel dicembre 1954.

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