Polonia: sconfitti gli omofobi, volano gli anticlericali pro-gay


Dopo la Danimarca - dove l'estrema destra di Pia Kjaersgaard è stata finalmente estromessa dal governo - arrivano buone notizie anche dalla Polonia, che ha appena votato per rinnovare il Parlamento, dopo quattro anni di guida del partito PO, liberali di centrodestra, europeisti e atlantisti.

Le buone notizie sono almeno 3: il governo uscente, europeista e sostenitore dei diritti civili, è stato confermato con la vittoria del Po del primo ministro Donald Tusk. Ma soprattutto è stato sconfitto il partito Diritto e giustizia, di Jaroslav Kaczynski, il gemello sopravvissuto della coppia che ha guidato la Polonia all'inizio degli anni Duemila.

Questa è un'ottima notizia, visto il carattere tradizionalista, reazionario, anti-europeista e omofobo del partito di Kaczynski, che ha raggiunto il 30% dei voti. Un ottimo segno da un paese che ha tuttora un'opinione pubblica molto tradizionalista e che più volte, sotto la guida dei gemelli Kaczynski, si era opposto a ogni progresso europeo nella tutela delle minoranze lgbt.

Ma la vera sorpresa è stata un'altra: al terzo posto, dietro i due principali contendenti, si è piazzato il Movimento di Palikot che ha ottenuto il 10% dei voti su un programma straordinariamente libertario: matrimonio aperto alle coppie gay, libertà di aborto e liberalizzazione della marijuana, oltre alla cancellazione dei privilegi e delle esenzioni fiscali di cui gode la chiesa cattolica in Polonia.

Palikot, un miliardario ex magnate della vodka, ha abbandonato il partito di Tusk per fondare questo nuovo movimento, che ha come principale obiettivo creare una società laica e secolarizzare la politica polacca, ancora troppo condizionata dal Vaticano. Gli auguriamo di riuscirci.

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