Legge contro l’omofobia e la transfobia e riconoscimento delle unioni gay nel programma del PD

Legge contro l�omofobia e la transfobia, al riconoscimento delle unioni gay nel programma del PD

Equality Italia – la rete trasversale per la promozione dei diritti civili – ha tenuto ieri il suo congresso fondativo che ha confermato come presidente Aurelio Mancuso e come vicepresidente Simona Clivia Zucchett. Molti sono stati i messaggi di saluto pervenuti: quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, del deputato del Partito Democratico Walter Veltroni e del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. E anche quello di Pierluigi Bersani, Segretario del Partito Democratico che ha annunciato che nel prossimo programma elettorale del PD ci sarà la lotta all'omofobia e alla transfobia e il riconoscimento delle unioni civili gay. Questo il passaggio del messaggio di Bersani:

Voglio [...] rassicurarvi sul fatto che tra i punti principali del programma con cui il PD si presenterà di fronte agli elettori saranno contenuti impegni chiari: penso all’approvazione di una legge contro l’omofobia e la transfobia, al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso,

ma anche

all’estensione del diritto di voto ai nuovi cittadini, al varo di una buona legge sul testamento biologico che impedisca improprie forzature contro i diritti del malato, così come ad una seria applicazione delle norme a sostegno dei diritti delle persone disabili, contrastando i tagli incivili alle ore di sostegno e prevedendo adeguate risorse economiche su questi capitoli, perché il costo della crisi non può e non deve ricadere su chi già vive situazioni di difficoltà.

Questi punti del programma elettorale formano un po' l'ossatura dell'idea di Italia che ha il PD, come prosegue Bersani:

Tutti questi temi vanno tenuti assieme in un grande capitolo che afferisce all’idea che noi abbiamo dell’Italia di domani: un paese aperto e inclusivo, in cui il progresso civile ed economico si tengono assieme in un percorso comune, verso una nuova frontiera dei diritti che si fondi su quell’idea di uguaglianza che sta alla base dell’art. 3 della nostra Costituzione.

L'augurio finale di Aurelio Mancuso, che, come abbiamo detto, è stato confermato presidente, è stato quello che l'Italia deve ripartire dai diritti.

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