I gay di Hrc acclamano Obama paladino dei diritti

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Applausi, sorrisi, impegni mantenuti e nuovi impegni presi, battute. Tutto questo l’altra sera a Washington, quando il presidente Obama è intervenuto all’annuale Cena di gala di Human rights campaign, una delle più ampie associazioni lgbt americane.

Già una volta, nel 2009, Obama aveva partecipato a questo evento e si era rivolto a una platea lgbt, promettendo interventi concreti a favore della comunità gay e in particolare la cancellazione del Dadt, il famigerato Don’t ask, Don’t Tell, la legge che impediva a gay e lesbiche impegnati nelle forze armate di vivere la propria esistenza alla luce del sole.

A due anni di distanza Obama ha parlato di nuovo - a solo una settimana dalla cancellazione ufficiale del Dadt - a migliaia di gay e lesbiche, innanzitutto ringraziandoli per il loro impegno a favore dell’uguaglianza e dei diritti, perché

ogni singolo americano, gay, etero, lesbica, bisex, transgender merita di essere trattato allo stesso modo davanti alla legge e davanti alla società. È un concetto semplice.

E ha rivelato di aver avuto recentemente un colloquio con “il leader del movimento lgbt, Lady Gaga”…

A parte le battute, il presidente ha rivendicato alcuni risultati: il Matthew Shepard Act, contro i crimini dell’odio, l’ordine presidenziale con cui ha imposto a tutti gli ospedali americani di trattare i partner gay esattamente come i partner etero, l’eliminazione del divieto di entrare in Usa per le persone sieropositive (Hiv travel ban), la campagna contro Hiv/Aids e infine la cancellazione del Dadt, che ormai “è storia”.

Per il futuro Obama si è impegnato ad abrogare il Doma - Defense of Marriage Act - che la Casa Bianca ha già smesso di difendere nelle aule di tribunale e a combattere per ampliare sempre più i diritti e raggiungere una “piena uguaglianza” fra etero e gay. E poi una legge contro le discriminazione anti-gay sul luogo di lavoro.

E infine un impegno molto forte contro il bullismo e a favore di tutti quei ragazzini e quegli adolescenti che sono minacciati, magari aggrediti, che si sentono insicuri e rifiutati.

Tutti quei giovani che si sentono soli e sono impauriti, perché sono gay o transgender. Devono sapere con certezza che ci sono adulti con cui possono parlare, che non sono mai soli, che c’è un mondo intero che li sta aspettando, pieno di opportunità. Non è questione che “i ragazzi sono ragazzi”: è sbagliato, è pericoloso. E voglio che tutti questi ragazzi sappiano che il Presidente e la First Lady sono schierati con loro, dalla loro parte in ogni centimetro del loro cammino. Devono sapere che noi li amiamo, che ci prendiamo cura di loro e che non sono da soli.

C’è da aggiungere altro? Anche solo queste parole e la presenza stessa del presidente sono uno straordinario viatico per tutti questi adolescenti. E anche per tutti gli altri.

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  • nickname Commento numero 1 su I gay di Hrc acclamano Obama paladino dei diritti

    Posted by: steno88

    E' così che bisognerebbe fare. La comunità dovrebbe boicottare i politici che non la appoggiano e sostenere concretamente chi la sostiene. Quello che manca in Italia è una comunità LGBT compatta che si proponga come forza elettorale unitaria. Scritto il Date —